Immobili di ogni tipologia, dagli attici alle ville agli appartamenti alle cantine ai capannoni…agli hotel: un vasto campionario messo all’asta, la rassegna degli effetti devastanti della crisi. ”Mattoni” acquistati con sacrificio portati in tribunale a disposizione del miglior offerente o pronti al business che di solito si accompagna alle aste giudiziarie.

Le aste sono cresciute del 15%, ma in realtà non di rado le aste vanno deserte e la causa è sempre la stessa: la crisi, che se costringe a vendere blocca però anche gli acquisti sia pure a minor prezzo, almeno per i privati. Il discorso cambia, infatti, per gli operatori specializzati, che trovano sempre il modo di fare business. In un mese si registrano più di 3.300 aste giudiziarie di beni immobili. Un dato medio emerso dalle ordinanze emesse dai tribunali per disporre la vendita degli immobili pignorati.

Siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno, scaturito dalla difficoltà di accedere al credito e da un conseguente aumento della morosità: i procedimenti esecutivi pendenti sono arrivati al 13% dal 2008 al primo semestre 2011 secondo l’ultimo dato del ministero della Giustizia; e i pignoramenti del 2011 sono stati oltre 44mila, il 18% in più rispetto all’anno precedente.

Le aste giudiziarie stanno portando alla formazione di una vera e propria nicchia del mercato immobiliare. Fino a qualche anno erano interessati solo operatori specializzati e pochi professionisti. Oggi però questo segmento dell’immobiliare interessa sempre più gli operatori specializzati, ma anche fondi immobiliari e studi professionali per le varie opportunità in offerta, anche perché il livello dei prodotti è migliorato qualitativamente e quantitativamente e i prezzi sono decisamente al ribasso.

Infatti, si sono venuti a creare nuovi spazi in cui si possono effettuare vantaggiosi investimenti. Non è più il singolo appartamento. Oggi tutto va all’asta, anche alberghi e centri benessere, e con prezzi sempre più al ribasso. Questo fenomeno preoccupa le banche, che devono tutelare il valore degli immobili in portafoglio, visto che i ribassi abbastanza consistenti vanno a scapito dell’ipoteca e del settore creditizio. Un fenomeno, comunque, da arginare, ad evitare pericolosi opportunismi speculativi.