È stato reso noto in questi giorni il Rapporto Istat sulle abitudini di spesa alimentare degli italiani (2011) e il quadro che ne è emerso è quello di una popolazione che, un po’ per necessità un po’, forse, per gusto, ha riscoperto la cucina casalinga e i sapori dell’orto.

In sostanza gli italiani spendono più o  meno la stessa cifra (circa 2500 euro mensili) ma, a causa del ridotto potere d’acquisto, quello che finisce nel carrello e poi nella dispensa è molto di meno.

Il primo degli alimenti a cui gli italiani hanno rinunciato è stata la carne e poi il pesce, in favore di un maggiore consumo di pasta. A cedere il passo poi sono stati i pasti fatti fuori casa: basta aperitivi e  colazioni al bar. Si è tornati alla classica colazione a casa con latte e biscotti, con un conseguente aumento della quantità di caffè, latte, biscotti, miele e fette biscottate.

Ma oltre alla tipologia di prodotti che finiscono nel carrello della spesa, sono cambiati anche i luoghi e i modi dell’acquisto dei generi alimentari.

I supermercati hanno subito una notevole flessione a favore dei discount e di modalità di acquisto alternative, come i gruppi di acquisto. Inoltre si cucina sempre di più in casa e i prodotti provengono dagli orti o dalle piccole coltivazioni che molti italiani hanno approntato nei loro giardini o nei balconi.