I dati sui viaggi degli italiani nel periodo di Carnevale indicano che gli hotel stanno subendo una forte emorragia di clienti, che complice la crisi e il maltempo di questi giorni hanno disertato molte strutture in tutta Italia, particolarmente sull’arco alpino. Probabilmente – dicono gli addetti ai lavori – il periodo di semi-vacanza porterà i viaggiatori a scegliere altre destinazioni, sia in Italia sia all’estero.

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Il presidente degli albergatori della Valle d’Aosta ha detto che per questa settimana – quella della più alta presenza sciistica dopo quella tra Natale e Capodanno – i turisti non si mettono in viaggio, nonostante nella zona di Milano le scuole siano chiuse e il Carnevale prosegua tradizionalmente per altri 4 giorni rispetto al resto d’Italia.

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Le camere di albergo si riempiono a fatica, con un’emorragia di clienti (e di fatturato) provocata soprattutto dagli italiani, che se un tempo facevano l’intera settimana di vacanza ora optano al massimo per un weekend, aggiungendo magari il venerdì. A pesare sul portafoglio, oltre alla spesa per il pernottamento, anche la spesa per lo skipass, che nel caso di una famiglia di 4 persone incide notevolmente sul bilancio visto che possono partire fino a 200 euro al giorno.

Ma la settimana carnevalizia – o post carnevalizia – non è dedicata solamente alla montagna e alla neve: le città italiane ed europee rappresentano sempre una valida alternativa, anche se gli scenari sono diversi e l’aria pulita della montagna è solo un ricordo.

Fra le mete alternative di questo periodo vanno per la maggiore le città europee e italiane più “temperate”, come Lisbona e Porto o come Siviglia e Barcellona, dove difficilmente le temperature minime scendono sotto gli 8-10 gradi. Anche Atene e il suo Partenone è una meta interessante per questa settimana: temperature miti quasi sempre sopra i 10 gradi e prezzi che rimangono abbordabili, complice anche la drammatica crisi economica che ha colpito l’Ellade e che non ha risparmiato le località turistiche.

Fra le destinazioni della Penisola, oltre alle classiche mete turistiche di primo livello, vengono scelte soprattutto quelle di piccole dimensioni: 4 giorni di fuga in Costiera amalfitana, nel Salento o nella valle dei Templi in Sicilia permettono sia di “staccare la spina” dal lavoro sia di iniziare a respirare un po’ di aria di primavera.

Fonte: La Stampa