Lo ha rivelato uno studio della società britannica di consiglieri matrimoniali Relate e il provider di banda larga TalkTalk. Secondo quanto emerge, la famosa crisi di mezza età non si manifesterebbe più nei cinquantenni, infelici del loro matrimonio e nostalgici della gioventù passata, ma tutto ciò avverrebbe già all’età di 35 anni.

Molteplici cause portano un individuo in crisi, l’unica voglia che rimane è quella di scappare da tutto: da orari di lavoro eccessivi, da una relazione d’amore infelice o non soddisfacente, o da relazioni già consolidate con responsabilità legate ai figli e alla famiglia.

Dopo aver intervistato più di 2.000 persone, il gruppo che presenta maggiormente questa voglia di evadere è quello dei 35-44enni, che si sentono frustrati in maniera superiore rispetto a tutte le altre classi di età.

Alle innumerevoli preoccupazioni va a sommarsi anche “l’orologio biologico” che spinge le persone a cercare di fare carriera prima dei 30 anni, altrimenti, secondo il pensiero della società moderna, diventerebbe troppo tardi. Tutto ciò si aggiunge alla paura di invecchiare, e di vedere invecchiare sempre più velocemente i propri cari con l’impressione di non poter far nulla contro il tempo. Il risultato è un mix esplosivo che alcuni sopportano sfogandosi in diverse maniere: chi si compra un auto, chi si fa un tatuaggio e chi un’amante.

I dati non smentiscono lo studio: il 21% dei trentenni dichiara di sentirsi spesso solo, contro il solo 13% degli ultra 65enni. Il 28% dice di aver cambiato lavoro a causa dei cattivi rapporti con colleghi e superiori, dato più alto rispetto a ogni fascia di età, e per finire, un 35enne su 5 soffre di depressione a causa dei rapporti sentimentali insoddisfacenti.