Ci sono dei momenti nella vita in cui una donna guarda inorridita il suo armadio e pensa: “non ho assolutamente nulla di adatto, ma come ho fatto a vestirmi in questo modo fino ad ora?”.

Non mi riferisco a quei crucci tipicamente femminili che fanno capolino durante il ciclo mestruale, o quando si avvicina un nuovo primo appuntamento, no: sto parlando di quelle crisi più profonde, che generalmente coincidono con un cambiamento tangibile, ad esempio il luogo in cui si vive (e quindi le condizioni cliamtiche), o l’ingresso nel mondo del lavoro una volta terminati gli studi (è proprio vero, gli esami non finiscono mai: anche il più tranquillo posto fisso non va esente dall’esame di stile), o, ancora, il trascorrere degli anni.

E poiché siamo in periodo di cambio di stagione (altro evento che di solito sa metterci benissimo in crisi) ecco alcune semplici linee guida per aiutarci a prendere di petto queste questioni.

La prima cosa da tenere presente è che non tutte le donne possono seguire tutte le mode: se siete un po’ pienotte, tenete presente che c’è una differenza tra una maglia che valorizza le forme e una talmente stretta da togliere il respiro. Eventuali rotolini non devono essere mai in vista, ma sempre camuffati, così come le cuciture dell’intimo, che se visibili risultano volgarissime.

Allo stesso modo, se siete basse, evitate le ballerine: certo sono comode, ma sotto il metro e 55 rischiate di essere scambiate per minorenni. Se non siete abituate a portare i tacchi, sceglietene uno anche non altissimo, anche tre o quattro centimetri possono fare la differenza.

Se invece siete molto alte, evitate i trampoli: saranno pure sexy, ma rischiate l’effetto travestito, e poi se avete la fortuna di poter stare comode, perché rinunciarvi?

Un’altra regola fondamentale è vestirsi adeguatamente al luogo in cui vi troverete: se andate ad un concerto rock in talleiur, a teatro in jeans oversize o in ufficio in minigonna e scollatura vertiginosa, per quante possiate essere bellissime donne, sarete comunque ridicole. Il principio da tenere presente in questo caso è dunque adeguare lo stile al contesto.

Quest’ultimo discorso è, ovviamente, collegato con quello dell’età: cosa fare se ieri eravamo studentesse 20enni e oggi ci ritroviamo lavoratrici 30enni con nell’armadio solo jeans a zampa e felpe col cappuccio? Di certo molte di noi non hanno il portafogli per rifarsi un intero guardaroba… Niente paura neanche in questo caso: basta saper acquistare quei pochi capi versatili che fanno la differenza.

Ad esempio un pantalone classico a sigaretta, si adatta certamente bene tanto all’ufficio (magari con una camicia, altro capo basic) quanto ad un aperitivo tra amiche (basta aggiungere un gioiello, un foulard, un dettaglio glamour), e persino alla sera (in questo caso, scegliete una borsa piccola e dei tacchi un po’ più alti).

Lo stesso identico discorso vale per il jeans, purché sia sobrio. Niente lustrini, borchie o sfumature: in questo modo il particolare in più potrete aggiungerlo voi di volta in volta e a seconda dell’occorrenza.

Ma andiamo avanti. Quante di voi hanno nell’armadio un tubino nero? Nonostante tutte adoriamo Haudrey Hepburn, in poche possediamo questo capo, che invece è a suo modo adattabile. Va bene durante il giorno, se portato senza fronzoli, ed è perfetto per la sera con delle décolleté e una pochette.

Un altro punto-chiave da non dimenticare mai è tenere presente la nostra età. Va bene esprimere il carattere e la personalità attraverso i capi che indossiamo (ci mancherebbe, altrimenti finiremmo per essere tutte uguali, e sarebbe una tristezza infinita), ma, anche qui, con un certo stile.

La minigonna scozzese a pieghe tipo quella che indossava Britney Spears nel suo primissimo video, non è proponibile dopo i 25 anni, così come quegli anelloni di plastica molto pop dai disegni geometrici o floreali e dai colori accesi.

Da evitare anche capelli raccolti in più codini o treccine con elastici colorati stile Pippi Calzelunghe o tinture troppo forti, tipo rosso fuoco o viole, reminiscenza dei periodi punk della nostra adolescenze.

Dopo i 38 anni, invece, andrebbero evitate (almeno secondo l’esperta di moda del Times, Carol Midgley) le righe orizzontali (che hanno l’effetto ottico di allargare la figura), i pantaloni alla caprese (comodi, sportivi, sì, ma “tagliano” le gambe) e le magliette con disegni di cartoon stampati sopra.

Infine, per chi si trova nella fase degli “anta”, la regola è: evitare di sentirsi più giovani vestendosi da ragazzine, perché l’effetto finale è grottesco. L’obiettivo in questo caso è essere belle donne, non teenager: quindi, passando dalla teoria alla pratica, la minigonna deve allungarsi un po’, bisogna lasciar perdere le sneaker dai colori fluorescenti o le t-shirt con scritte tipo “touch me” che fanno tanto liceale.

Evitate anche la vita bassa: non solo non va più di moda, ma se non si ha il ventre piatto l’effetto finale non è granché…

Adesso ci vedete più chiaro nel vostro armadio?