La crisi economica è stato il tema principale affrontato da Mario Monti durante l’intervista nel programma “Che tempo che fa”, in cui il premier ha presentato i punti principali dell’ormai celeberrima “fase due” di rilancio del Paese che inevitabilmente toccherà anche lo spinoso argomento delle liberalizzazioni.

Secondo Mario Monti, le liberalizzazioni saranno inevitabili se si vorrà creare più posti di lavoro e favorire quella competitività necessaria per uscire dalla crisi economica:

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«Si chiamano liberalizzazioni ma può sembrare un termine in parte ideologico: qui si tratta di ridurre quelle protezioni, quei diversi modi in cui ogni categoria in Italia più che in altri Paesi cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte rispetto a chi è fuori»

Anche il lavoro sarà argomento della nuove fase di crescita italiana e lo stesso primo ministro Mario Monti assicura l’intenzione di voler procedere a una trattativa con i sindacati che porti verso scelte condivise:

«Affronteremo il tema del mercato del lavoro senza nessun dogma né intenzione di dividere i sindacati, ma per cercare una condivisione. L’operazione di consolidamento dei conti che il governo ha proposto, il Parlamento votato e gli italiani responsabilmente accettato, è molto grossa anche in base agli standard europei e mette in sicurezza i conti pubblici, conseguendo l’obiettivo che il governo precedente aveva accettato cioè il raggiungimento del bilancio in pareggio nel 2013. Quindi non occorrono altre manovre.»

Non sono mancate anche parole di speranza che Mario Monti ha dispensato per tutti gli italiani in questo delicato momento che l’Italia sta attraversando:

«Gli italiani sono in una situazione difficile, ma incoraggiante. Abbiamo un debito pubblico elevato in rapporto al PIL però, negli anni recenti e in particolare negli ultimi due mesi, il nuovo comportamento del settore pubblico è molto più virtuoso.»

Fonte: La Stampa