Il DDL sulle liberalizzazioni voluto dal governo di Mario Monti è stato ieri approvato dalla commissione Industria del Senato. I provvedimenti, volti a far superare all’Italia la fase di crisi economica e recessione nella quale il paese stagna, dovranno ora passare direttamente al voto di Palazzo Madama, e si presume che ciò avverrà sotto il vincolo di fiducia.

Le principali novità volute da Monti sulle liberalizzazioni, decise in nottata dalla commissione, riguardano farmacie, taxi e banche.

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Ciò che più interessa ai cittadini sono probabilmente i provvedimenti in ambito bancario, per esempio l’obbligo per le banche di creare conti gratuiti a hoc per i pensionati, la portabilità del mutuo e la possibilità di scegliere tra più proposte di polizze vita nel momento in cui lo si stipula.

Un emendamento a firma del Pd Latorre, che ha superato il voto della Commissione, prevede poi che sui vecchi mutui pre legge Bersani le ipoteche si cancellino automaticamente al pagamento dell’ultima rata, senza l’intervento del notaio. Inoltre sarà vietato ai dirigenti avere incarichi multipli in diversi istituti di credito, cosa che si spera possa favorire la concorrenza.

Altra novità fondamentale è quella del notaio gratis per i giovani. La misura prevede la possibilità per chi ha meno di 35 anni, di aprire una SRL anche con solo un euro di capitale, e l’intervento del notaio per lo svolgimento delle pratiche sarà a costo zero.

Per quanto riguarda le farmacie, la liberalizzazione riguarda l’apertura di circa 5.000 nuovi punti vendita, cioè uno ogni 3.300 abitanti, e la possibilità per i clienti di acquistare farmaci monodose già dal prossimo anno. Nelle parafarmacie sarà inoltre possibile vendere farmaci veterinari e preparazioni.

Possono dirsi contente le assicurazioni per le misure antifrode approvate, per esempio quella contro i rimborsi da colpo di frusta, una vera e propria piaga del settore. L’unico vero dietrofront del governo è stato a favore dei taxisti: secondo il DDL saranno i Comuni a decidere sulle licenze e il parere dell’Authority sarà obbligatorio ma non vincolante. Il parere disatteso potrà poi essere impugnato al Tar.

Fonte: TGCom