La crisi economica potrebbe colpire anche gli stipendi dei parlamentari. Appositamente creata dal Governo per valutare gli effettivi livelli di reddito di deputati e senatori italiani rispetto alla media europea, la Commissione Giovannini ha prodotto e diffuso dati che hanno subito scatenato l’accesa reazione degli inquilini di Palazzo Madama e Montecitorio.

L’attuale serie di provvedimenti varati da Mario Monti per far uscire l’Italia dalla crisi economica ha quindi toccato uno dei temi che più di tutti ha alimentato l’avversione degli italiani per l’attuale classe politica, i cosiddetti “stipendi d’oro” dei parlamentari. A capo della commissione il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, che ha reso noto come la rendita media di un parlamentare ammonti a circa 16 mila euro.

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Cifra più alta rispetto a quella attribuita ai colleghi francesi e tedeschi, ma sulla quale graverebbe una tassazione maggiore. Inoltre lo stesso Giovannini afferma come sia stato impossibile in un tempo così ridotto calcolare una retribuzione che tenesse conto anche delle spese di rappresentanza. Dati parziali quindi, che hanno subito scatenato la reazione di Camera e Senato.

L’ufficio stampa di Montecitorio interviene rendendo note alcune cifre sulle indennità lorde percepite dai deputati: 11.283 euro a fronte dei 7.100 francesi, i 7.668 tedeschi e i 2.813 spagnoli. Al netto però i rapporti cambierebbero in maniera decisa per via della diversa tassazione: ai deputati italiani andrebbero 5.000 euro rispetto ai 5.030 dei francesi e i 5.100 tedeschi. Da discutere anche il livello dei rimborsi per le spese dei collaboratori, maggiori in altri paesi dove però sono gestite dal Parlamento e non dai singoli politici.

Reazioni contrarie ai dati diffusi dalla commissione da entrambi gli schieramenti, unica eccezione l’IDV di Di Pietro, che preme per un abbattimento dei costi della politica. Diverso il parere di larga parte degli esponenti politici, che giudicano i dati incompleti e fuorvianti rispetto alla reale situazione.

Dati parziali e non sufficienti, come sembra confermare lo stesso Enrico Giovannini: “Il tempo non è stato sufficiente per un lavoro che non ha eguali nel mondo”. A ogni modo, il prossimo 31 marzo verrà diffusa una nuova relazione, che tutti auspicano più dettagliata e precisa. Il premier Mario Monti potrebbe nel frattempo procedere alla creazione di una squadra di analisi specifica, chiamata a fare definitiva chiarezza sul controverso argomento.

Fonte: La Stampa