Le grandi famiglie numerose, quelle belle tavole imbandite intorno alle quali sedevano almeno una decina di persone fra mamme, papà, nonni, zii e fratelli, in Italia stanno diventando solo un ricordo.

L’Italia è un paese vecchio. Gli italiani fanno sempre meno figli e, se il trend delle nascite è in leggera crescita, è solo grazie alla presenza delle mamme straniere.

E, inoltre, le poche donne che decidono di diventare madri lo fanno dopo i 30 anni (l’età media delle partorienti italiane è di 32,5 anni, contro i 29,1 delle donne straniere), il che comporta anche un abbassamento notevole della possibilità di mettere al mondo un altro figlio.

Le mamme straniere, nel 2009, anno a cui si riferisce l’ottavo Rapporto CeDAP – Analisi dell’evento nascita del Ministero della salute, dal quale sono stati presi questi dati, sono al 18% del totale.

Il motivo di questa tendenza risiede nella preoccupazione economica: le donne italiane fanno fatica a trovare un lavoro e, quando lo trovano, si tratta generalmente di contratti temporanei che non permettono di poter pianificare il futuro. Una difficoltà che non conosce alcun tipo di differenza neanche in base al livello di studio, anzi, le donne con un alto tasso di istruzione che ricoprono dei ruoli dirigenziali difficilmente possono permettersi il lusso di una gravidanza.