Non ci sono più solo i casi delle ultime settimane di “Annozero“, “Report” e del nuovo travagliato programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. La situazione in Rai sta diventando difficile anche dal punto di vista economico. I consiglieri di minoranza della dirigenza hanno perciò scritto una lettera al presidente della vigilanza Zavoli, sostenendo che la crisi aziendale è ormai “irreversibile”.

E a unirsi al coro di dissenso nei confronti della direzione di Mauro Masi c’è ora anche il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

Il caso Rai è arrivato a un punto di una gravità inaudita. Siamo davvero al capolinea. Per ripartire è necessario che l’attuale direttore generale, Mauro Masi, prenda atto che la sua esperienza è finita. E il Parlamento si faccia carico da subito di un provvedimento di riforma della governance del servizio pubblico.

Dalla maggioranza è subito arrivata la secca ribattuta di Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio:

È bastato toccare le vecchie fortezze edificate dalla sinistra in tanti anni di dominio assoluto sulla Rai per scatenare le ire del leader democratico, che ora teme i risultati positivi del lavoro del direttore generale. Niente di nuovo, è la solita, vecchia musica della sinistra.

Il più duro di tutti nei confronti della Rai è, però, il leader dell’UDC Pierferdinando Casini:

Guardiamo in faccia la realtà ed ognuno si assuma le sue responsabilità: la Rai è allo sbando e sarebbe dignitoso che questa dirigenza rimettesse il proprio mandato. Andando avanti così si fa solo il gioco di Mediaset e di Sky.

Comunque la si veda, in Rai tira sempre più aria di crisi e per le prossime settimane qualche cambiamento sembra inevitabile. Se ne accorgerà anche Masi?