Cristiana Alicata, ingegnere e scrittrice, è nota per le sue battaglie di minoranza nel PD e per l’impegno in favore dei diritti lgbt. Omosessuale dichiarata la giovane donna, in occasione del “Family Day“, ha voluto scrivere una lettera aperta su “Repubblica.it” indirizzata ai genitori contrari all’educazione sessuale a scuola e alle unioni civili:

“In questi giorni tanti nostri amici genitori hanno ricevuto sui vari gruppi whatsapp e mailing list un messaggio che li ha gettati nel panico. Ho letto anche io questo messaggio e mi ha ferito profondamente. Ha ferito profondamente per fortuna tantissime persone che da giorni non fanno altro che rispondere e cercare di spiegare che non esiste una lobby gay che sta tentando di corrompere i bambini o di imporre un’inesistente ideologia gender. Mi ha ferito perché la questione omosessuale e il testo sulle unioni civili in discussione al Senato non c’entrano nulla con il contenuto di quel messaggio. Nessuno di noi vuole insegnare ai bambini di quattro anni le cose irripetibili che sono state scritte e nessuno di noi va in giro nelle scuole a dire che non ci sono differenze biologiche tra maschi e femmine. Ci sono eccome le differenze“.

La Alicata, quindi, sottolinea l’importanza dell’insegnare ai propri figli cosa vuol dire essere omosessuale per evitare atti di discriminazioni o di bullismo:

“L’unica cosa che riteniamo sacrosanta è raccontare ai ragazzi, nel momento giusto, che essere gay non è un problema, non è una malattia e quindi nessuno deve discriminarlo e lui non si dovrà buttare giù da un palazzo perché nessuno gli ha mai raccontato che non ha niente di sbagliato. Nessuno vuole fare diventare omosessuali i vostri figli perché l’omosessualità come l’eterosessualità non è una scelta e non è una malattia”.

Secondo l’ingegnere è necessaria una legge che riconosca i diritti delle famiglie di fatto per tutelare i figli delle coppie gay e garantire loro una stabilità giuridica oltre che affettiva. La Alicata, quindi, parla solo in nome dei bambini, che dovrebbero essere difesi non di certo dalle persone omosessuali ma dagli innumerevoli fattori che oggi ostacolano la loro crescita:

“Io vorrei difendere tutti i figli dalla mancanza di asili nido, dal traffico delle città, dalla mancanza di verde e di servizi, dalla crisi economica che molto spesso si abbatte sul tempo che riusciamo a trascorrere accanto ai nostri cari. Vorrei difenderli da quella parte di politica che si è arricchita tagliando soldi al welfare […] Abbiamo tante cose da difendere insieme, non siamo noi il vostro nemico“.