La Croazia ha finalmente ottenuto il via libera della Commissione Europea per fare il proprio ingresso nell’UE, otto anni e quattro mesi dopo aver presentato la domanda di adesione. Il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso si è congratulato con il governo croato per il traguardo raggiunto e per l’impegno dimostrato nel portare avanti in modo costruttivo le trattative.

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L’iter per quello che potrebbe diventare il ventottesimo stato dell’Unione Europea non è però ancora finito. Il 24 giugno, infatti, dovrà ricevere il via libera del Consiglio Europeo – ormai certo – e la ratificazione del Trattato di adesione da parte dei parlamenti di tutti i Paesi membri. Un solo voto contrario infatti vanificherebbe il lavoro portato avanti negli ultimi anni dal premier croato Jadranka Kosor.

Il Trattato sarà poi sottoposto tramite referendum all’approvazione dei cittadini croati, e secondo un sondaggio di IPSOS Puls d.d., il 62% dei cittadini sarebbe già a favore, ma non è detto che sia così anche domani.

I motivi di un iter così lungo sono da ricercare nel difficile passato del paese: prima la guerra civile jugoslava ed i massacri compiuti nei confronti dei i serbi della Krajina; nel 2008 il blocco di undici capitoli negoziali nella trattativa di adesione da parte della Slovenia per problemi inerenti ai confini tra i due paesi, per non dimenticare i criminali di guerra che il paese ha dovuto consegnare alla Corte internazionale dell’Aja, tra i quali il generale Ante Gotovina.

La Croazia deve sperare che la disputa per i confini con la Zagabria si risolva e che l’approvazione da parte dei Parlamenti europei sia unanime, o il traguardo del 1° luglio 2013 potrebbe anche non essere mai raggiunto.