La crosta lattea si manifesta sul cuoio capelluto dei neonati, tuttavia a volte sono colpite anche le regioni ascellari, le pieghe inguinali e il collo. Si manifesta con piccoli ammassi squamosi e secrezioni di sebo o sottoforma di croste, accompagnate da arrossamenti.

Non esiste alcun legame tra questo disturbo e la dieta materna durante l’allattamento al seno, tuttavia le ipotesi che riguardano le cause della crosta lattea sono diverse. Per alcuni è collegata al processo di rigenerazione della pelle, quando le cellule vecchie non danno spazio alle nuove e si sovrappongono, restando attaccate alla cute e formando le croste, oppure potrebbe essere il sintomo di una complicazione della dermatite seborroica, o un fattore legato a una possibile allergia alimentare del nascituro, o anche a una carenza di una vitamina del gruppo B (biotina o vitamina H) contenuta nel lievito di birra.

Secondo un’altra teoria, invece, la crosta lattea è dovuta all’azione di ormoni androgeni di provenienza materna presenti nel sangue del bambino fino al terzo mese di vita, e altri ancora sostengono che la causa sia un fungo (la candida albicans). Ma quali sono le cure?

Oltre a esserci sul mercato varie creme delicate, pomate a base di cortisone e shampoo creati appositamente per questo tipo di fastidio (attenzione però agli oli contenenti paraffina), si può ricorrere anche ad alcuni rimedi naturali anche attraverso la fitoterapia.

Si può ottenere un miscuglio curativo riempiendo di fiori di camomilla un vasetto di vetro a chiusura ermetica, con l’aggiunta di olio di mandorle dolci, il tutto fatto riposare per quindici minuti circa. Se ne ottiene una maschera per la cute da massaggiare delicatamente sulla pelle del bambino. Oltre a ciò, si può lavare quotidianamente la testa del piccolo con detergenti oleosi e frizionare delicatamente con del cotone imbevuto di olio di oliva, oppure con olio di borragine (particolarmente indicato nel trattamento della dermatite seborroica dato che regola la secrezione delle ghiandole sebacee).

Dopo aver tamponato con gli oli, è consigliabile l’uso di un piccolo pettine per rimuovere più facilmente la crosta lattea, ma solo quando le crosticine sono abbastanza morbide. Mai forzare in alcun modo la rimozione delle croste, e solo dopo questa prima fase bisogna tamponare con un panno di lino per assorbire l’eccesso di sebo e gli eventuali residui di olio.

Per evitare un’eventuale secchezza della pelle, sarebbe opportuno evitare prodotti schiumogeni come shampoo o bagno schiuma e prediligere amido di riso e oli naturali nei primi mesi di vita. Un ultimo consiglio: meglio evitare cappellini e berretti di lana perché favoriscono le irritazioni, e se la cute risulta particolarmente infiammata è meglio rivolgersi al pediatra di fiducia.

Fonte: Mammaepapa