Il numero dei cervelli in fuga cresce ogni anno di più e la nostra povera Italia si svuota, i giovani talenti se ne vanno, il lavoro non c’è, le ricerce non vengono finanziate e scienziati, ricercatori e inventori preferiscono andarsene all’estero.

Una delle tante conseguenze di questo fenomeno è una grossa perdita per il bel paese, poiché questi cervelli in fuga, se ad esempio creano un brevetto all’estero e il progetto va in porto, il guadagno va tutto al luogo dove hanno scelto di vivere e lavorare, guadagno che invece potrebbe rinforzare l’economia italiana e si parla di 8 miliardi di euro all’anno.

Perché i giovani, anche quelli non laureati, se ne vanno? Perché si sentono dire che serve esperienza per lavorare, ma per fare esperienza bisogna lavorare e in più per chi invece è laureato, magari in campo scientifico, le ricerche non vengono finanziate. Eccolo l’eterno dilemma di coloro che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

A quanti di noi è capitato di portare in giro curriculum su curriculum e di sentirsi rispondere che servono commessi esperti? Oppure in Italia spesso e volentieri si viene assunti su raccomandazione perché Tizio conosce Caio. Sicuramente a molti sono successe queste cose e se il lavoro non si trova l’unica cosa da fare alla fine è andarsene in paesi aventi un’economia migliore.

Proprio per ovviare a questo problema, il ministro Giulio Terzi con la collaborazione del programmatore Gioacchino La Vecchia che vive nella Silicon Valley, ha ideato un progetto che permetterà ai talenti nostrani residenti all’estero di poter comunque lavorare per l’Italia tramite una piattaforma Web, in questo caso attraverso il network Extender. Ciò che darà man forte a questo progetto è il crowdsourcing che permette appunto la collaborazione di molte persone via Internet.

Terzi ha richiamato alla Farnesina i maggiori esponenti della comunità scientifica italiana residenti all’estero per potergli illustrare il progetto. Alla domanda:”Come funziona questo sito?” Gioacchino La Vecchia risponde così:

«In pratica mettiamo assieme persone, migliaia di persone, per fare delle cose.»

Invece Carlo Ratti, che dirige il Senseable City Lab, spiega con queste parole l’importanza e la ricchezza che apporta la conoscenza:

«Il contributo di un lavoratore della conoscenza può svolgersi ovunque e contribuire al benessere di luoghi lontanissimi da quelli in cui si trova. Vista dall’interno la fuga dei cervelli può spaventare. Ma l’Italia, stabilendo relazioni forti, può trarne una grande forza».

In finale, si spera che tutto questo vada in porto e dia man forte al risanamento dell’economia italiana.

Fonte: Repubblica