Cucina e cinema non sono due arti troppo distanti. Forse perché la gastronomia è qualcosa che presenta delle affinità tali da essere portata sul grande schermo: la cucina è l’arte di mangiar bene e con amore, per cui moltissimi registi si sono dedicati all’argomento, con un discreto successo. E come spesso accade, il cinema viene incontro per fornire delle idee di ricette che possono essere preparate con semplicità in casa.

Prendiamo “Soul kitchen”, un film ambientato in un ristorante inizialmente di quartordine, finché il proprietario non incontra uno chef che gli farà conoscere i piaceri della buona cucina. Le ricette che questo chef realizza sono inizialmente con pochi mezzi, soprattutto a base di surgelati. Anche i surgelati hanno infatti una loro dignità e se spogliati dalle brutture del confezionamento standard, possono presentarsi benissimo su un piatto, a partire dalle patatine fritte. Ecco come preparare un delizioso e scenografico piatto con pochi gesti, a base persino di bastoncini di pesce.

Dal cinema italiano proviene uno dei piatti per eccellenza più amati dagli italiani: gli spaghetti al sugo, i “macaroni” che provocavano Alberto Sordi in “Un americano a Roma”, tanto preziosi da essere nascosti nelle tasche da Totò in “Miseria e nobiltà”. Per preparare gli stessi spaghetti a regola d’arte è bene scegliere una pasta spessa e trafilata al bronzo, affinché prenda il sugo in maniera degna, e preparare un sugo con i pomodori freschi, da passare in casa. Se si fa molto uso del seme di pomodori per altri piatti, si mettono da parte i gusci di pomodoro, per poi bollirli e passarli, per una salsa assolutamente made in Italy.

In un film particolare come “Gran bollito”, si mostravano le ossa di morto, ossia un dolce fatto di biscotto al burro ricoperto con una glassa di ciliegie. Nella finzione filmica, i dolci erano preparati con “vere” ossa di morto, perché la storia si ispira alle vicende della Saponificatrice di Correggio, ma se si riesce ad andare oltre il fatto di una cronaca che è ormai archiviata, i dolci sono assolutamente da rifare, naturalmente solo con burro, farina, zucchero e uova.

Un po’ più complicate le ricette che si trovano in film come “La grande abbuffata” o “Il pranzo di Babette”. Si tratta di piatti da gourmet per lo più, a base di cacciagione o cucina francese. Se con questi piatti, soprattutto di carne, non ci si sa fare, bisogna seguire pedissequamente la ricetta. Una di quelle che spiccano è il pollo arrosto con ripieno di quaglia, un piatto dedicato a chi della carne non può fare proprio a meno.

Infine, in “Bianca” di Nanni Moretti, veniva espressa una filosofia di vita in base al quale il dolce è il portatore della felicità, in particolare la sacher torte: è una torta di cioccolato facile da preparare in casa, il segreto è nello strato di confettura di albicocche, che conferisce una sorta di rottura con l’estrema dolcezza del cioccolato.