La cucina etiope non è conosciutissima da tutti, ma è una delle più antiche e ha subito l’influenza delle tre grandi religioni monoteiste: in particolare, grazie all’islamismo, si è diffusa l’usanza di non consumare maiale, ma niente paura, per gli amanti della carne ci sono piatti a base di manzo, agnello, montone e pollo. La carne infatti rappresenta un elemento base di questo tipo di cucina, molto piccante e saporita. Ecco quindi alcuni dei piatti più tipici e i ristoranti in Italia dove si possono consumare.

I ristoranti etiopi in Italia non sono tantissimi e dislocati per lo più nella zona da Roma in su. Il piatto tipico per eccellenza della cucina etiope è il wot: si tratta di uno stufato piccante che si avvale della presenza di molti ingredienti, il pomodoro, le cipolle, le spezie, la carne (solitamente manzo o pollo), una polvere di peperoncino chiamata berberrè e la injera, su cui questo stufato viene servito. La injera è un tipo di pane spugnoso, simile alle cialde dolci, che si ricava da un cereale. Il wot è lo stufato di base, ma ce ne sono molti altri che costituiscono delle simpatiche e gustose varianti, come il doro wot, che è uno stufato di pollo e uova, il beg wot, il beg alichà e l’alichà, che sono stufati di pecora, il kitfo, a base di carne cruda, il tebs con la carne cotta, il messer wot che è uno stufato di lenticchie, il gommen wot, ossia uno stufato di bietola, l’ate, uno stufato di piselli, e lo scirò wot che è una crema di piselli.

Sono molto diffusi e apprezzati anche i formaggi, soprattutto quelli che vengono dal latte di mucca come l’aib e il kibe, e non mancano i dolci, tra cui spicca il dako kolo, che è fatto di chicchi di pane dolce che vengono fritti e colorati. Nonostante l’influsso della religione non mancano gli alcolici come il vino e la birra, ma a fine pasto possono essere consumate anche tutta una serie di grappe aromatizzate, la talla che è simile alla birra e il tej, come gli etiope chiamano l’idromele, ossia un liquore a base di miele, che nelle culture antico medievali del nord Europa era addirittura assimilato alla bevanda degli dei.

Tra le bevande più importanti c’è il caffè, che prende il nome di bunna. Forse non molti sanno che il caffè è nato proprio in Etiopia ed è considerato uno dei migliori al mondo. Come accade in altre nazioni per altre bevande, come ad esempio in Giappone per il tè, la consumazione del caffè segue un rito ben preciso e molto suggestivo: intanto il luogo in cui si consuma viene inondato dai profumi d’incenso e il caffè viene servito tre volte in tazze molto piccole di ceramica.

Uno dei ristoranti etiopi più apprezzati in Italia e l’Asmara a Roma, che pare offra degli ottimi felafel. Sempre a Roma c’è lo Zighini, dall’atmosfera molto suggestiva e dai prezzi decisamente onesti e contenuti. Più su, a Firenze, si può trovare il Corno d’Africa: chi l’ha provato afferma che questo ristorante possegga tutto il gusto dell’Etiopia e ha rilasciato ottimi feedback in rete. A Padova invece è presente il Gursha.