Per tutti coloro che pensavano che stare a casa a prepararsi una bella cenetta fosse un’attività particolarmente salutare è arrivata una brutta notizia.

Secondo uno studio dell’Università di Sheffield, infatti, stare in cucina comporta l’esposizione ad un livello di inquinamento più alto di quanto accade nel fare una passeggiata per le strade cittadine.

Lo studio ha preso in esame tre case della città di Sheffield, due posizionate in centro città e una, invece, in campagna.

Dall’analisi dei campioni di aria prelevati dalle diverse cucine è emerso che nelle case di città il livello di monossido di carbonio, sostanza tossica e potenzialmente mortale, è nettamente superiore a quello della casa di campagna e supera di quasi tre volte il livello consentito dalla legge inglese.

Una quantità che aumenta in modo esponenziale soprattutto quando si accendono fornelli e forni alimentati a gas.

L’inquinamento indoor sarebbe poi peggiorato da tutti i prodotti che si usano solitamente per tenere pulita e profumata la propria casa: deodoranti e detersivi contribuiscono in modo sostanziale ad aumentare la presenza nell’aria di sostanze volatili e polveri sottili in grado di penetrare nei polmoni.

 

Spendiamo il 90% del nostro tempo e lavoriamo sodo per rendere le nostre case calde, sicure e confortevoli, ma raramente pensiamo agli agenti inquinanti che potremmo respirare dentro. L’energia è solo una fonte di inquinamento indoor, ma è significativo. E il rendere le nostre case più ermetiche per ridurre i costi di riscaldamento, le rende suscettibili all’essere esposte a più alti livelli di inquinamento indoor, con potenziali impatti sulla nostra salute

Ha commentato la coordinatrice dello studio Vida Sharifi.