Se avete voglia di cucina etnica, mediterranea, ma decisamente differente dalla nostra, seppur si avvalga di ingredienti a noi molto noti, potete scegliere un ristorante marocchino. La cucina marocchina è decisamente variegata, perché rispetta la tradizione e la storia del paese di provenienza. Il Marocco, proteso verso l’Africa ma anche verso l’Europa, ha subito la colonializzazione francese, che si è innestata su una tradizione culinaria raffinata e ricca di sapore già di per sé.

Galleria di immagini: Cucina marocchina

Naturalmente, il piatto più noto della cucina marocchina è il couscous. Non incorriamo nell’errore che fa Checco Zalone in “Che bella giornata”, dove, in una scena, il protagonista lo getta agli uccelli, credendo che siano semi. In effetti, il couscous somiglia molto al nostro semolino, tuttavia è arricchito da una varietà e quantità di alimenti e spezie che vengono uniti a esso. Si tratta di un piatto berbero per la verità, costituto da granelli di semola cotti a vapore e fatti in piccoli agglomerati come polpettine: se è stato cucinato bene, si presenta morbido e leggero, non è gommoso e non fa grumi. Viene cucinato solitamente in una padella chiamata taseksut, in cui si cuociono anche le verdure e la carne in umido dando sapore con un ricco sughetto alla semola.

La cucina marocchina abbonda sempre di olio di Argan dal gusto forte e selvaggio: viene messo sul pane, nelle insalate e sulle verdure grigliate, nonché nell’amlou, piatto gustosissimo con consta di mandorle pestate e miele, che si dice fosse afrodisiaco. La sensualità è una caratteristica della gastronomia marocchina, proprio come accade ne “Le mille e una notte”. Il piatto base è però il tajine cotto nella terracotta, in cui si mettono insieme carni, pesci, verdure e spezie al calore del forno o delle braci. È un piatto gustoso e leggero, perché il vapore permette a tutti gli ingredienti di eliminare i grassi.

Esiste anche un antipasto tipico, lo zaaluk, a base di melanzane, che vengono sbucciate e fatte a cubetti, così come i pomodori. Uniscono il tutto olio d’oliva, aglio, harissa (che essendo come il peperoncino contribuisce a un retrogusto decisamente piccante), cumino, prezzemolo, succo di limone e sale.

Corona tutto il tipico pane marocchino, dalla forma schiacciata, il cui sapore somiglia un po’ al pane all’olio che si faceva una volta. Conclude il pasto la shisha, ossia il tipico strumento per fumare tabacchi speziati, per digerire e provare un bel piacere esotico.

Su 2Spaghi trovate i maggiori ristoranti di cucina marocchina in Italia e in Francia.