In cucina, il sale è uno degli elementi più usati e, forse, più abusati. Una corretta alimentazione, caratterizzata da una dieta variata, prevede un apporto massimo giornaliero di sale pari a 6 grammi – appena un cucchiaino.

Tuttavia, quando si cucina non si presta particolare attenzione alla quantità di sale utilizzata, né si leggono adeguatamente le etichette: molti cibi che usiamo e a cui accompagniamo quel tanto caro pizzico di sale sono già saporiti e salati. Così, in maniera del tutto inconsapevole, si aumentano i livelli giornalieri di sale, con i conseguenti problemi che ciò può comportare. Non è una novità: troppo sale fa male.

Il sale, se associato a tendenze e particolari condizioni fisiche, può portare all’innalzamento della pressione e, a lungo andare, a problemi cardiovascolari. La pressione alta, però, spesso, non ha sintomi subitanei ed evidenti: così, il campanello d’allarme rischia di non suonare e si continuano a salare i cibi senza prestare troppa attenzione.

Gli effetti negativi si fanno sentire soprattutto in estate: con l’afa, mangiare cibi troppo salati aumenterà la sete, il gonfiore, la ritenzione idrica e la percezione del caldo.

Senza evitare di far uso del sale, che a piccole e giuste dosi ha i suoi benefici (e, anzi, permette di non soffrire di carenza iodica), è bene fare la spesa e cucinare prestando attenzione ad alcune semplici regole.

Quando ci si reca al supermercato, occorre controllare le etichette: comprare pancetta, affettati, insaccati, carni lavorate, tonno in scatola significa acquistare prodotti già abbondantemente salati. Quando si cucina una amatriciana o una carbonara, pertanto, è del tutto inutile aggiungere il sale. La stessa cosa vale per i piatti di mare, ai quali, indipendentemente dallo stato di salute, è meglio non aggiungere sale: molluschi e pesci mantengono il sapore marino, salarli vorrebbe dire rovinarsi il piacere di mangiarli.

Occorre, pertanto, preferire cibi freschi a quelli secchi e confezionati. I cibi freschi – frutta e verdura in primis – non sono salati e aiutano il fisico a combattere la ritenzione e a regolare la pressione. Allo stesso modo, è opportuno acquistare carni e pesce freschi e non precotti: solo in questo modo potremmo regolare il sale a nostro piacimento. Se acquistiamo verdure in scatola o minestroni precotti e congelati, li si dovrà cuocere senza sale, magari aggiungendo solo qualche odore.

Pertanto, se il sale rappresenta un vero e proprio problema per la salute, si potrà ovviare usando altri condimenti: al posto del sale, ci si può sbizzarrire con spezie e odori. Quando li si compra confezionati e non freschi, però, è di fondamentale importanza controllare l’etichetta: il sale si può nascondere anche nella salsa di soia o nelle spezie più esotiche. Anche in questo caso, è preferibile usare origano, prezzemolo e basilico freschi per condire piatti che risulteranno saporiti anche senza l’uso del sale.

Una spesa oculata e un’alimentazione sana non abusano di cibi spazzatura, di snack e patatine in busta. Una volta ogni tanto sono ammissibili, ma questi sono tra i cibi più pericolosi per la salute, dal momento che contengono grandi quantità di sale per nascondere il sapore di prodotti scadenti e conservanti potenzialmente pericolosi.

Infine, è importante imparare a regolare il sale quando si cucina: sarebbe preferibile prenderne un pizzico con le dita anziché usare la classica saliera con i buchi che non ci permette di controllare la reale quantità di sale usato. Se si teme di aver salato troppo i cibi, si può cercare di aggiungere un po’ d’acqua per diluire il sale. In ogni caso, è di fondamentale importanza bere molto durante il giorno, proprio per smaltire il sale in eccesso.