Dimagrire dormendo? Sembra lo slogan di uno spot, ma davvero le persone che non riescono a dormire almeno otto ore a notte perdono la sensibilità al glucosio, aumentando il rischio di ammalarsi di diabete, oltre che la predisposizione all’obesità. Esiste quindi un legame tra il cibo e il sonno, pubblicità a parte.

Non stiamo parlando di creme dimagranti, ma di rilassanti ore tra le lenzuola e di metabolismo. Da tempo si parla di questo legame: l’anno scorso una ricerca statunitense ha dimostrato che dormire dalle sei alle otto ore consecutive raddoppia le possibilità di dimagrimento.

Il team di ricercatori americani aveva comunque sostenuto la necessità di una dieta sana ed equilibrata, unita al quotidiano esercizio fisico. Ma le donne, si sa, hanno ben festeggiato. Ed è proprio questa la chiave: lo stress. Infatti, dormire bene aiuta a ridurre il nervosismo accumulato durante le giornate, nemico numero uno delle abbuffate fuori orario.

Ma non è tutto qua. La mancanza di sonno fa ingrassare a causa dell’alterazione che si viene a creare tra due ormoni: la leptina e la grelina. La prima mette fine al senso di fame, la seconda stimola l’appetito. Inoltre, durante la notte il metabolismo rallenta, insieme al consumo di calorie.

Qualche mese fa Deanna Arble della Northwestern University in Illinois è riuscita a dimostrare – attraverso uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Obesity – con delle cavie da laboratorio l’importanza del momento della giornata in cui si mangia. Gli alimenti grassi somministrati durante gli orari diurni hanno provocato un aumento del peso del 20%, mentre quelli somministrati di notte del 50%.

Anche Plamen Penev dell’Università di Chicago si occupato del legame tra sonno e cibo. Ha dimostrato, attraverso uno studio pubblicato sul Journal of Endocrinology and Metabolism, che il dormire poco predispone a una serie di patologie come il diabete. E in Canada, gli endocrinologi dell’Université Laval di Montreal, esaminando proprio 13 mila diabetici, hanno scoperto che, se l’ormone regolatore del ritmo sonno-veglia (la melatonina) non funziona bene, il rischio di sviluppare la malattia sale del 20%.

Ecco dunque la ricetta giusta per dimagrire: seguire una dieta equilibrata, evitando pasti impegnativi per cena, fare molta attività fisica e dormire, né troppo né troppo poco. L’importante è riposare, allontanando i problemi della vita quotidiana, senza appunto esagerare – cinque ore a notte sono la soglia minima – che il grasso non va tutto via dormendo.