La vitiligine è una malattia delle pelle che risulta coperta da chiazze più chiare rispetto al colorito normale e può avere dimensioni ed estensione diversa a seconda delle persone. In base a queste ultime caratteristiche viene definita generalizzata, acrofaciale, localizzata, segmentale o seborroica.

La vitiligine colpisce circa l’1% della popolazione mondiale senza significative differenze di sesso o razza. Vediamo quali sono le terapie per curarla. Le terapie più accreditate per la cura della vitiligine sono la fototerapia, le terapie integrative orali antiossidanti, le immunosoppressive e tante altre.

Ad oggi però non c’è ancora un trattamento considerato come il migliore per trattare questa patologia, anche perché è necessario per prima cosa inquadrare il singolo caso clinico trattato e a che fase di attività della malattia ci si trovi tenendo sempre presente che la vitiligine non è pericolosa per la salute. Non è una forma di cancro della pelle, non è un’infezione e sicuramente non è contagiosa.

Per avere un quadro clinico completo occorre affidarsi a un dermatologo che a sua volta potrà essere affiancato da altri specialisti quali endocrinologo, immunologo/allergologo, psicologo, genetista, oculista al fine di valutare le reali caratteristiche della vitiligine del singolo paziente.

In particolare occorrerà verificare a che stadio della malattia ci si trova, il quadro genetico, la tipologia di vitiligine, l’età del paziente, il coinvolgimento psicologico, la qualità della vita e infine escludere la presenza di altre malattie autoimmunitarie.

Dopo aver valutato tutti questi aspetti si potrà ricorrere alla terapia più adatta. Il primo rimedio “casalingo” che viene consigliato è l’utilizzo quotidiano di protezioni solari: i raggi del sole infatti possono acuire il disturbo oltre che evidenziare ancora di più il contrasto tra pelle abbronzata e chiazze più chiare.

Inoltre in questo modo si protegge la pelle dal tumore e si riduce il rischio di scottature che è molto elevato nelle zone colpite da vitiligine. Si può ricorrere poi a dei prodotti di dermocosmesi per ridurre la differenza di colore. Si tratta però di rimedi estetici che non vanno a curare la patologia. Per questo occorre come già indicato rivolgersi agli specialisti per individuare la terapia più adatta al singolo caso.