È un argomento che ci riguarda tutti: appena sentiamo che in ufficio o in classe qualcuno inizia a tossire o fare qualche starnuto di troppo, ci assale il terrore di ammalarci e di dover restare chiusi in casa. Il che non è certo rilassante, perché dobbiamo avere a che fare con vertigini, mal di testa e nausee varie.

Soprattutto quando non abbiamo nessuno che possa prendersi cura di noi (sono finiti i tempi in cui la mamma ci preparava il brodino con la pasta a forma di quadratini, lo zabaione o litri di spremuta di arancia), è bene seguire alcune indicazioni, per guarire più in fretta e convivere al meglio con questa scomoda inquilina: l’influenza.

Andrea Vania, docente di Pediatria all’Università di Roma La Sapienza – Polo Pontino, ha formulato la regola delle tre L, pensata per i bambini, ma ottima anche per i loro genitori, e in generale per tutti. Le 3 L stanno per latte, lana, letto.

Latte sta a ricordare che, in generale, quando si è influenzati, bisogna bere molto per non disidratarsi. L’inappetenza caratterizza gli stati febbrili, ed è consigliabile evitare piatti troppo conditi o speziati che non favoriscono la digestione. È invece importante introdurre liquidi nell’organismo e quindi, per prendere “due piccioni con una fava”, è utile prepararsi bevande zuccherate come te e tisane, o acqua e zucchero o farsi comprare una scorta di succhi di frutta, che contengono anche qualche caloria in più. Il pediatra Vania così spiega le proprietà positive del te e quelle solo leggendarie (in questo caso) del limone:

Il te, oltre ad essere leggero e facilmente digeribile, grazie alla teina rallenta l’attività gastrica. È un falso mito quello secondo cui il limone sia di aiuto contro la nausea. Contro il vomito è la teina a funzionare, non il limone.

Attenzione, in ogni caso, a limitare l’uso di latte e latticini quando si ha diarrea.

Letto significa riposo totale: con la febbre si può guardare la TV, sia sul divano sia, appunto, a letto, ma senza fare in casa lavori stancanti o che facciano sudare. L’imperativo è riposarsi.

Lana, infine, sta per stare al caldo. Il caldo, infatti, unito al riposo, aiuta il sistema immunitario a concentrare tutte le energie dell’organismo sul virus, senza doversi “preoccupare” anche della stanchezza e dello stress provocati dalle normali attività.

In ogni caso specifico, il dottore saprà consigliare una giusta terapia farmacologia. Ricordate comunque la regola delle tre L che, a pensarci bene, non si discosta troppo dai buoni vecchi rimedi della nonna.