L’integrazione sociale tra culture diverse avviene anche tra le corsie degli ospedali. Questo è il presupposto che sta alla base del progetto “Curarsi per cultura“: un’iniziativa dell’assessore alla Salute di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna, in collaborazione con Accademia ISA, Interreligious Studies Accademy e CO.RE.IS, Comunità Religiosa Islamica Italiana.

Il progetto prevede corsi di formazione per il personale medico e socio sanitario dei maggiori ospedali della città. I corsi, tenuti da professionisti italiani di religione islamica, inizieranno il 2 dicembre al San Carlo e dureranno 6 mesi, per poi essere replicati negli altri ospedali milanesi.

La società multiculturale è una realtà a tutti gli effetti e l’aumento del numero di stranieri ha reso necessario dotare il personale medico di nuovi strumenti multiculturali. In questo modo i medici potranno relazionarsi più facilmente con i pazienti stranieri, che ogni giorno affollano le corsie degli ospedali e che spesso presentano esigenze diverse da quelle degli italiani.

La realtà ci mostra che molte ragazze dell’est non conoscono la contraccezione e perciò abortiscono continuamente. Alcune di loro non vanno neanche in ospedale, ma preferiscono gli ambulatori clandestini, che il più delle volte operano in condizioni igieniche precarie. Poi ci sono le donne islamiche si rifiutano di eseguire una visita ginecologica se non sono in compagnia del marito.

Gli operatori sanitari dovranno porre particolare attenzione su tre argomenti: la prevenzione, l’educazione sanitaria e le malattie infettive. Come ci spiega Giampaolo Landi di Chiavenna:

L’intento del corso è quello di allargare lo sguardo a tutta la popolazione straniera, così numerosa a Milano. Anche perché, una certa “fragilità” intrinseca e una scarsa cultura della salute e della prevenzione di alcune popolazioni straniere hanno portato a una recrudescenza di patologie ormai debellate o del tutto marginali nella popolazione milanese.