La curcuma in cucina corre in aiuto di ottimi piatti, orientali e non, e apporta importanti benefici al fisico, per questo imparare quantità e usi può rivelarsi importante per variare l’alimentazione e fare il pieno di tante sostanze salutari.

Il nome deriva dalla parola persiana-indiana Kour Koum, che significa zafferano; è conosciuta, infatti, come Zafferano delle Indie: Marco Polo ne scrive nel XIII secolo. La curcuma longa, secondo il suo nome scientifico, è pianta erbacea coltivata nei Paesi asiatici; la parte utilizzata per ottenere la spezia è la radice, dal tipico colore arancione.

Definita spesso la regina delle spezie, per le sue qualità e i suoi utilizzi, è una componente essenziale di molte altre miscele, primo fra tutti il curry, che non potrebbe esistere senza la curcuma. Contiene molte sostanze benefiche tra cui sali minerali, il gruppo delle vitamine B, un alto contenuto di vitamina C, vitamina E, K e J, carboidrati, zuccheri naturali, olio essenziale.

La curcuma è internazionalmente (e scientificamente) riconosciuta come una spezia molto benefica grazie al suo contenuto di curcumina e alle sue grandi proprietà anti-infiammatorie, antiossidanti, immunoprotettive e stimolanti. Ha un gusto piuttosto deciso anche se, alle giuste dosi, non sovrasta il sapore dei cibi.

Vediamo allora quali sono le quantità e gli usi corretti della curcuma in cucina.

  • La curcuma ha un altissimo potere colorante che viene sfruttato sia per dare colore alle pietanze sia per colorare tessuti, decorazioni, oggetti e anche per tingere il corpo in alcune popolazioni asiatiche
  • La radice della curcuma viene utilizzata sia fresca sia essiccata. Una volta lavata, bollita ed essiccata viene macinata per ottenere una polvere sottile dal tipico colore giallo-arancione.
  • Si usa per insaporire e aggiungere colore a primi piatti, minestre, carni, pesci, verdure, dolci e anche per aromatizzare e/o colorare olio, burro, yogurt, creme e salse.
  • Per sfruttarne le qualità benefiche è consigliabile (dopo aver chiesto il parere del medico) assumerne ogni giorno un cucchiaino colmo disciolto nel latte, nell’acqua o nei cibi o ancora meglio in sostanze grasse come olio e burro che ne facilitano l’assorbimento.
  • Come tutte le spezie, per mantenere al meglio l’aroma e le proprietà della curcuma è meglio conservarla in un barattolino di vetro ben chiuso, in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce del sole.
  • Per mantenere al meglio le proprietà della curcuma in cucina è bene utilizzarla a crudo, aggiungendola solo a fine cottura, evitando così la dispersione di alcuni dei suoi principi nutritivi. Inoltre, per assimilarla meglio è ottimo associarvi un po’ di pepe o un grasso (ad esempio l’olio d’oliva).
  • Realizzare l’olio speziato è un modo facile e comodo per avere sempre a disposizione la curcuma in cucina. Per prepararlo servono 500 ml di olio extravergine di oliva, 3 cucchiai di curcuma in polvere. Basta versare l’olio in un barattolo di vetro con coperchio ermetico e mescolare la curcuma. Quindi si chiude e lascia a macerare per una settimana, semplicemente agitando il barattolo una volta al giorno. All’ottavo giorno si travasa il tutto in una bottiglia scura senza muovere la curcuma depositata sul fondo.
  • Non va assunta in dosi eccessive (che possono essere controproducenti) e soprattutto va evitata in caso di calcoli biliari (salvo diversa indicazione del medico).