Il curriculum vitae è certamente una delle armi fondamentali per riuscire a inserirsi nel mondo del lavoro: redigerlo in modo corretto, sintetico e scorrevole è molto importante per dare una prima impressione positiva ai recruiter (coloro che si occupano di selezione del personale) delle aziende.

Per scrivere un curriculum vitae di successo è tuttavia necessario “rastrellare” il testo al fine di eliminare quei termini che possono risultare deleteri per la propria presentazione iniziale, e quindi per un potenziale nuovo lavoro. Ecco dunque un decalogo di espressioni da evitare, utile per presentarsi a un’azienda nel migliore dei modi:

  1. Stipendio Negoziabile:

    È un’espressione che lascia il tempo che trova e occupa uno spazio inutile all’interno della pagina (è molto difficile che uno stipendio, soprattutto all’inizio di una collaborazione, non sia negoziabile, ma comunque questo è un aspetto di cui bisogna parlare in sede di colloquio di lavoro, non previamente);

  2. Referenze su richiesta:

    È anche questa una frase da evitare in quanto nel caso in cui si rendessero necessarie delle referenze, queste andrebbero comunicate a parte, sotto forma di lettera, direttamente dai referenti;

  3. Responsabile di…:

    A primo impatto l’utilizzo di questo termine per indicare le proprie esperienze di lavoro precedenti può dare l’idea di un compito subito meccanicamente, quasi subito anziché affrontato e svolto al meglio. Per questo è meglio utilizzare termini come “gestione” “guida” o comunque parole che esprimano con forza le proprie mansioni;

  4. Esperienza lavorativa in…:

    Anche questa espressione indica qualcosa che ci accade, non qualcosa che portiamo a termine. Bisogna dunque descrivere la propria esperienza lavorativa in termini di risultati;

  5. Problem solving:

    La capacità di risolvere i problemi che si presentano è un carattere comune non solo nell’essere umano ma anche a molti animali, quindi non rappresenta assolutamente una competenza da specificare sul curriculum vitae;

  6. Attenzione ai dettagli:

    Anche questa non è una vera e propria competenza, ed è un’attitudine comune a moltissime persone. Per descrivere le proprie qualità in campo lavorativo è bene elencare solo le caratteristiche che vi distinguono dalla massa;

  7. Lavoratore:

    Definirsi un gran lavoratore non comunica al recruiser un valore aggiunto ma una caratteristica non verificabile e che può risultare quasi ovvia. Meglio scendere nel dettaglio delle proprie esperienze lavorative;

  8. Capace di lavorare in squadra:

    Sono davvero pochi i mestieri che non prevedono alcuna forma di collaborazione con altre persone. Anche per questa definizione quindi, valgono i commenti già espressi sopra: bisogna mostrare invece di raccontare a parole. Se nella vostra esperienza lavorativa la capacità di collaborazione vi ha portato dei risultati rilevanti allora è opportuno dettagliarla, altrimenti è meglio rimuoverla dalla propria presentazione;

  9. Proattivo (fattivo):

    È un termine totalmente “sgonfio”, che non arricchisce il proprio quadro di presentazione;

  10. Obiettivo:

    Questo termine va usato con cautela, a seconda dell’utilizzo che si vuole fare del proprio C.V. Se ci si sta rivolgendo a un interlocutore preciso, la cosa migliore è descrivere le proprie esperienze lavorative, i risultati ottenuti e le proprie capacità. Se non si ha molto da scrivere nella sezione “lavori svolti” o si sta redigendo un testo generico, allora ci si può anche esprimere direttamente sul tipo di posizione che si sta cercando;

Fonte: Career Advice Monster