In tempi di social network, e con la crisi economica che spinge intere generazioni a inventarsi professioni perché quelle tradizionali sono ormai chiuse, pensare di trovare lavoro spedendo curricula è come puntare sui segnali di fumo.

Un articolo decisamente tranchant del “Guardian”, ripreso da “Repubblica”, sottolinea giustamente come nell’era delle professioni tecnologiche e del lavoro immateriale anche la sua ricerca e la presentazione del candidato a un posto devono esserlo altrettanto. Ma come fare?

DireDonna ha stilato tanti elenchi di suggerimenti per il colloquio perfetto, per la presentazione idonea, parlando degli errori più comuni e delle strategie più efficaci. Ma nel caso del curriculum 2.0 (definiamolo così), le regole sono poche, mentre la fantasia è infinita.

L’importante è sapere dove sono i cacciatori di teste ed esserci anche voi. Il consiglio, quindi, è di avere più di un profilo in Rete: su Facebook, dove stare attenti però a non mettere informazioni personali, compromettenti o comunque destinandole solo agli amici; sul nuovo social network Google plus, molto in voga e anche facile da utilizzare, dove i profili sono pubblici; su LinkedIn, il sito delle professioni, particolarmente adatto a crearsi una rete di colleghi e amici che potrebbero rivelarsi molto utili nel dare credito alla vostra immagine nei confronti di un possibile datore di lavoro.

In Italia un lavoratore su cinque ha ormai rinunciato al vecchio curriculum, preferendo profili Web o addirittura un blog personale. Sarà in questo luogo che darete il meglio di voi. Ma sempre con la consapevolezza storica dello strumento più potente in Italia per trovare lavoro: il passaparola.