Al curriculum vitae si affidano spesso le sorti del proprio futuro: ogni aspettativa, speranza o sogno sono legati a quel pezzo di carta. Proprio nella stesura del curriculum bisogna prestare maggiore attenzione ed è a quel punto che sorge il più grande dubbio amletico: mentire o no? Ovviamente ciò che deve fare un curriculum è descrivere dettagliatamente i punti di forza, le capacità e ogni donna o uomo che si affaccia nella giungla del mondo del lavoro è tentato di modificarlo più del dovuto, con qualche menzogna.

Mentire nel curriculum vitae potrebbe portare dei benefici palesi come l’assunzione tanto sognata, ma spesso e volentieri non è consigliabile per più di un motivo. Innanzitutto bisogna pensare al fatto che, al giorno d’oggi, le aziende hanno al loro interno addetti alle risorse umane molto preparati, anche dal punto di vista del linguaggio non verbale e potrebbero smascherare, così, ogni falsità. Si consideri che i criteri di selezione variano da società a società e, in più, i recruiters potrebbero indagare anche tramite i social network per capire fino a che punto arriva la vostra sincerità.

Oltre a questo aspetto non bisogna dimenticare che inserire false abilità per le quali bisogna avere le certificazioni adatte potrebbe portare a ulteriori controlli da parte dell’azienda assumente, con conseguenze irreparabili. Solitamente il bugiardo incallito è portato a cadere in tentazione più volte, rovinando persino la sua carriera e limitando di molto le possibilità di essere assunto. Nelle piccole realtà aziendali spesso i datori di lavoro si conoscono e, in presenza di una menzogna grossa e ripetuta la voce si può diffondere in un lampo.

Altro consiglio è quello di guardarsi sempre dal raccontare cose diverse a persone diverse; infatti, frequentando luoghi di ritrovo si viene a contatto con molte persone e tra queste potrebbe anche celarsi un dipendente dell’azienda presso la quale si è presentato il curriculum e il pasticcio è dietro l’angolo. In sintesi, ricordarsi del detto che dice: le bugie hanno le gambe corte. Invece, se si vuole dire la verità senza mentire, il consiglio principe è quello di utilizzare al meglio la lettera di accompagnamento al curriculum.

Se, ad esempio, non si possiede una capacità che la stessa società richiede, si potrebbero citare nella lettera le competenze affini che si posseggono. Infine, non dimenticarsi di specificare la gran voglia di imparare per colmare alcune lacune perché il datore di lavoro o selezionatore potrebbe apprezzare la sincerità espressa.

Fonte: Gopinoy