Per trovare lavoro un curriculum vitae curato e ricco di esperienze è fondamentale, ma gli italiani sembrano non avere abbastanza fiducia in questo strumento. Più che tenerlo aggiornato e inviarlo a macchia d’olio si preferisce bussare alla porta del vicino di casa, parente o semplice conoscente.

Cala quindi la fiducia nel curriculum vitae e cresce la tendenza a rivolgersi altrove per trovare lavoro, affidandosi a una figura di intermediario sia esso un conoscente o un organismo sindacale.

Come ci informano i dati che provengono dal rapporto Eurostat dal titolo “Methods used for seeking work”, relativi agli ultimi sei mesi del 2011, il 76,9 per cento degli italiani chiede aiuto ad amici e parenti per trovare finalmente un’occupazione, cifra che sorprende soprattutto se comparata con quanto accade nelle altre nazioni europee.

Analogamente in Italia non è molto alta la percentuale degli aspiranti lavoratori che spingono sul curriculum vitae per cercare uno sbocco professionale, pari al 63,9 per cento. Analizzando gli altri dati si evince come il trend dominante nella penisola sia quello di privilegiare i rapporti diretti, le strette di mano piuttosto che i contatti a distanza: poco interesse, quindi, verso gli annunci di lavoro siano essi su carta stampata o pubblicati sul Web.

Anche la fiducia verso i centri per l’impiego è in forte calo, sia quelli pubblici sia le varie agenzie che si occupano di incrociare domanda e offerta di lavoro. Gli italiani, tuttavia, non hanno timore di rivolgersi direttamente al datore di lavoro, per chiedere alternative lavorative per sé stessi o per amici e familiari.

Insomma, meglio una risposta secca subito piuttosto che lunghe ed estenuanti attese con la speranza che il telefono squilli.

Fonte: Eurostat