Dimenticate le modelle magrissime e gli abiti taglia bambina spacciati per l’ultima frontiera della moda giovane, nel 2011 il modello femminile tornerà ad essere quello della donna formosa. Sembra quasi impossibile, specie dopo i recenti problemi della casa di moda Elena Mirò alle sfilate milanesi, eppure molti sono i segnali che permettono di affermare l’arrivo di una possibile rivoluzione.

Basti pensare alla recente apparizione della cantante Beth Ditto sulle passerelle di Jean Paul Gaultier, e alle nuove icone della bellezza femminile come le varie Kim Kardashian e America Ferrera. Può darsi che la magrezza esaltata fino all’esagerazione abbia portato ad apprezzare i vecchi modelli femminili, come le formose pinup degli anni 50?

Di certo possiamo dire che il mondo degli addetti ai lavori sembra assolutamente diviso a metà, ma già il solo fatto che inizi ad affiorare l’idea di riconsiderare i paradigmi della bellezza femminile, può essere vista come una vittoria per tutte le donne che non si sono mai rispecchiate nell’ideale di dea algida e filiforme.

Così, se in alcuni importanti showroom vediamo i manichini addirittura “dimagriti” rispetto a quelli standard, ecco che altrove si aprono inaspettatamente le porte per chi ha qualche taglia in più e non si crea troppo problemi a mangiare un piatto di pasta più di una volta al mese. Di questo sembra essersi accorta anche la Bibbia della moda, come Vogue Italia, che ha addirittura aperto la sezione “Vogue Curvy“, in cui si avanzano idee e proposte su cosa acquistare e dove comprare gli abiti più adatti alle donne più formose.

Sul piano delle passerelle, inoltre, vediamo un fiorire di cosiddette “taglie forti” che poi forti non sono, perché in realtà oscillano dalla 44 alla 48. E cosa dire allora di Crystal Renn, la taglia 46 volto immagine di Chanel, tra le più pagate fra le sue colleghe?

Non solo, anche Hollywood si è mostrata ben propensa a proporre un nuovo modello femminile. Un esempio per tutti? L’attrice del telefilm culto Mad Men, Christina Hendricks, acclamata come la pinup dei giorni nostri. L’attrice è considerata un modello talmente positivo che il ministro inglese delle pari opportunità, nella sua lotta contro l’eccessivo uso di Photoshop e di diffusione di stereotipi femminili assolutamente falsi, l’ha indicata come parametro educativo e salutare a cui tutte le giovani donne dovrebbero rifarsi.