Una storia brutta, tanto da sembrare un incubo. Una realtà travestita da incubo è proprio quella che ha vissuto questa ragazzina canadese, Amanda Todd, morta suicida all’età di 15 anni lo scorso ottobre, vittima di cyberbullismo. Amanda però non si dimentica facilmente perché la sua decisione di togliersi la vita è stata frutto di un brutto percorso iniziato tre anni fa e che lei stessa ha descritto per mezzo di quello  strumento che ha contribuito a rovinarle la vita: Internet.

In un video caricato su YouTube 2 mesi prima della tragedia Amanda racconta attraverso dei bigliettini ciò che le è accaduto: la videochat con dei ragazzini conosciuti sul Web, il gioco di mostrare ad uno di questi il suo seno acerbo, la richiesta da parte del ragazzo di andare oltre, di continuarsi a spogliare per evitare che quella prima immagine venisse diffusa sul web, l’inizio delle persecuzioni fisiche e psicologiche.

Il topless della ragazza è dappertutto nella rete, inizia per Amanda un periodo di ansia, depressione, attacchi di panico e autolesionismo che non avranno più fine. Nonostante la famiglia decida di trasferirsi in una nuova casa, la ragazza non riesce più a librarsi dal suo stalker, la situazione precipita, lei inizia ad assumere alcol e droghe, è sola, disperata. Il 10 ottobre 2012 alle ore 06:00 del mattino, Amanda Todd viene trovata impiccata nella sua casa.

Sebbene il video sia molto triste, ne consiglio la visione soprattutto alle mamme e ai papà insieme ai loro figli adolescenti: un buon modo per affrontare con loro un argomento molto delicato e che troppo spesso viene sottovalutato dagli adulti come dai ragazzi.