Mamme e lavoratrici: un binomio che, purtroppo, ancora oggi sembra difficile da coniugare. Per questo molte decidono di gettarsi nel mondo dell’imprenditoria femminile, poiché si tratta di un campo in cui le donne possono gestire il proprio lavoro senza dipendere da nessuno, né da licenziamenti dovuti alla maternità.

Rimane comunque difficile riuscire a essere mamme e scegliere la strada dell’imprenditoria rosa allo stesso tempo, soprattutto perché a volte ventiquattro ore potrebbero non bastare per seguire la famiglia che cresce e il lavoro. Inoltre, rimettersi in carreggiata dopo una gravidanza significa dover spendere il doppio delle energie.

>> Scopri il social network per le imprenditrici

Tuttavia, una mamma nell’imprenditoriaè una strada percorribile e che può essere seguita proprio grazie all’essere genitori. Questo è quanto scrive Julie Shifman, in quello che, negli Stati Uniti, sembra essere diventato un vero e proprio bestseller, Act Three: Create the life you want after your first career and full-time motherhood, ovvero come crearsi una carriera dopo la maternità. In primo luogo occorre avere un’idea. L’idea è ciò da cui tutto parte e che deve essere particolarmente brillante. Per questo, se si è appena diventate mamme, una buona idea potrà nascere proprio dall’esperienza della maternità e del diventare genitore. L’idea da cui si deve partire può sorgere dalla voglia di inventare qualcosa di utile al bimbo o alla mamma e che ancora non è stato inventato.

Allo stesso tempo, occorre ragionare sull’offerta e la domanda: cosa può chiedere una neomamma alle prese con un bimbo? a una mamma manager cosa piacerebbe avere a disposizione che ancora non esiste tra le offerte del mercato? Riuscire a ragionare nel lavoro in base alla propria recente esperienza privata di sicuro può essere un modo vincente sia per mettere passione nell’azienda, sia per poter mettere saldamente i piedi a terra nel momento in cui si decide di produrre qualcosa e si entra in contatto con i clienti.

Un altro elemento da non sottovalutare sono le campagne benefiche e di solidarietà che ruotano attorno alla maternità, alle donne e ai loro figli: si può ricavare un business da questo campo? Si può aiutare l’attività benefica attraverso la compravendita di un prodotto per famiglie (un capo d’abbigliamento, la gestione di asili privati)? Tra gli esempi del suo libro, la Shifman ne riporta uno di grande interesse. Una mamma alle prese con l’autismo del proprio figlio decide di ampliare la portata della sua lotta: grazie alle sue competenze in fatto di marketing, ha iniziato a vendere prodotti online, parte del cui ricavato sarebbe andato a finanziare la ricerca sull’autismo.

Molto spesso, infatti, è proprio da un problema del bambino che una mamma può diventare imprenditrice e gestire attività e imprese di grande interesse. Può sembrare scontato dirlo, ma in questo modo è sotto gli occhi di tutti l’importanza strategica di una donna (e mamma) nel mondo del lavoro e dell’economia: può inventare qualcosa di nuovo grazie alla sua esperienza ma, allo stesso tempo, può essere realmente utile a livello organizzativo e sociale per altre mamme in difficoltà.

Fonte: Business News