Finita la settimana che ha presentato a Parigi le collezioni proposte dall’Alta Moda per l’Autunno 2015, è tempo di bilanci e di scoprire le tendenze da tenere d’occhio per un armadio sempre al passo coi tempi: se qualcuno fa sbocciare la primavera anche in inverno, come fanno Dior e Atelier Versace con i loro fiori o Schiaparelli con colorati astrattismi, per Armani Privé e Chanel è tempo di minimalismo e color block, mentre Fendi ci regala una vera e propria Venere in pelliccia.

Galleria di immagini: Da Parigi l'Alta Moda per l'Autunno 2015

I fiori sono sempre stati un faro per Raf Simons, e stavolta sulla passerella di Christian Dior, un po’ chiesa, un po’ giardino ma anche un po’ discoteca di Ibiza, il genio del designer fa nascere un nuovo giardino, che ricorda quello delle Delizie in cui il pittore fiammingo Hieronymus Bosch ha gettato i suoi Adamo ed Eva. Gli abiti eterei sono composti da piume o pieghe increspate e si intravedeva una purezza monastica nello chiffon bianco e nell’organza, come nei cappotti di velluto stretti pudicamente. Ma poi la sensualità irrompe con due abiti completamente aperti da un lato: è ritorno della fisicità.

Atelier Versace, invece, mostra stavolta il suo lato più “morbido”, con figlie dei fiori dagli abiti color pastello tenuti insieme da leggeri lacci di fiorellini, con maniche a campana e gonne di chiffon asimmetriche.

La collezione Autunno 2015 porta un nuovo inizio per la Maison Schiaparelli, con Bertrand Guyon a raccogliere le redini del team di progettazione che ha lavorato alla sfilata di gennaio, dopo che il direttore creativo Marco Zanini ha lasciato il marchio improvvisamente. Da questo esordio si evince il gusto per la sartoria di Guyon, ma anche un languore attraente dato dallo chiffon rosa shocking e dal velluto nero dell’abito con scollo quadrato, bordato di grosse file di strass, stupendo. Non mancano cenni alla predisposizione della Schiaparelli per il Surrealismo e l’omaggio a suoi collaboratori storici come Bébé Bérard e Marcel Vertes con stampe ispirate dal loro lavoro.

Negli abiti Armani Privé che sembrano collage di tessuti in nero e rosa shocking, sembra aleggiare più lo spirito del punk che dell’Haute Couture. Lo splendore di paillettes colorate blu e viola, lo scintillio dei cristalli Swarovski e il luccichio di lurex, ancorato a terra da pantaloni di velluto nero, ci fanno amare la decadenza della notte, anche con l’assenza di tacchi alti!

Una bellezza inquietante pervade gli abiti progettati da Karl Lagerfeld per Chanel, che sembra trovare ispirazione nei suoi sempre amati anni Trenta e in Joan Crawford. Il taglio delle spalle delle giacche creava silhouette quasi militari, mentre gli orli fuori dal tempo e quelle strane trame couture di Chanel ci ricordano un’abilità sartoriale che non è più di questo mondo.

Chinchilla, zibellino, visone, nella collezione Fendi Karl Lagerfed ha inserito abbastanza pelliccia per essere perseguitato per l’eternità dagli attivisti animalisti, ma la Venere in pelliccia, sensuale ed eterea, risplende come accarezzata dai raggi della luna nel Théâtre des Champs-Élysées e in quel momento nient’altro conta.