Il 25 novembre si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. In questa data sono previste centinaia di manifestazioni e iniziative per mantenere alta l’attenzione su un problema che non conosce confini geografici, di religione, né di età o livello culturale, e che spesso si consuma tra le pareti domestiche.

Non tutti però conoscono il perché della scelta di questa data. È casuale? No, e si lega alla storia di tre donne.

Patria Mercedes, Minerva Argentina e Antonia María Teresa Mirabal erano tre sorelle che vivevano una vita serena e agiata nella Repubblica Domenicana. La loro terra versava in una situazione di arretratezza, degrado e miseria sotto la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, che eliminò ogni forma di opposizione attraverso una repressione spietata, depredando i sudditi e abusando di donne e bambine, che poi abbandonava al loro destino.

Quando il dittatore espropriò i beni della loro famiglia, come di molte altre, le tre sorelle Mirabal diedero vita a un movimento democratico, chiamato “14 giugno“. Incarcerate diverse volte, non smisero mai di lottare per i loro diritti, e furono soprannominate les mariposas (le farfalle) per la loro bellezza, la loro vivacità e la loro delicata determinazione.

Ma un giorno, di ritorno da una visita in carcere ai loro mariti, alcuni agenti dei servizi militari, su ordine di Trujillo, le rapirono, le portarono in una piantagione di canna da zucchero, le torturarono, bastonarono e strangolarono, per poi gettarle a bordo della loro stessa auto in un burrone, simulando un incidente.

Era il 25 novembre 1960. Le tre farfalle sono volate via, ma il loro sacrificio ha scosso molte coscienze, e fortificato lo spirito patriottico della loro gente, fino ad arrivare all’assassinio dello stesso Trujillo pochi mesi dopo e al ritorno della democrazia nel paese.

Nel 1995 la scrittrice domenicana Julia Álvarez, aiutata dalla quarta sorella Mirabal, Belgica Adele, conosciuta come Dedè, ha pubblicato il libro Il tempo delle farfalle, che nel 2001 è diventato un film. Il figlio di Dedè, Jaime David Fernandez Mirabal, è stato vice presidente della Repubblica Domenicana, dal 2000 al 2004.

Nel 1980, al primo incontro internazionale femminista in America Latina, tenutosi in Colombia, la Repubblica Domenicana ha proposto la data del 25 novembre in memoria delle tre sorelle-farfalle. Nel 1999, l’ONU ha approvato questa data come “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, con la risoluzione 54/134.

Molte persone pensano che una giornata dedicata a una causa non serva a nulla, come la festa della donna o San Valentino; altri ritengono che “è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”.

In realtà, in questo caso, a una singola giornata si aggiunge una campagna internazionale che si chiama “16 Giorni di Attivismo Contro le Violenze di Genere”, che lega il 25 novembre al 10 dicembre, la Giornata Internazionale per i Diritti Umani, per sottolineare come la prima sia figlia della seconda. E, certo non per caso, questo periodo di tempo comprende altre date significative dedicate ai diritti, tra cui il 29 novembre, Giornata mondiale dei Difensori dei Diritti delle Donne, il 1 dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS, e il 6 dicembre, Anniversario del Massacro di Montrea.

I dati e le percentuali sul fenomeno della violenza sulle donne sono impressionanti: secondo i dati Istat, sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. In Italia, dall’entrata in vigore della legge sullo stalking, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, con centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime. Il Ministero per le Pari Opportunità ha inoltre attivato un numero verde gratuito, 1522, per denunciare ogni tipo di violenza subita dalle donne. Ma ancora molto c’è da fare.

Quindi ben venga il 25 novembre: una giornata per dedicare un pensiero alle tante vittime della violenza, dalle bambine piccolissime alle donne anziane invecchiate con la triste compagnia di grandi dolori. Ma soprattutto, per non dimenticare Minerva, 34 anni, la ribelle, donna di gran cultura e volontà di ferro, giovanissima avvocato degli oppressi, Patria, 36 anni, la devota, che ha abbracciato la causa spinta da una grande fede religiosa, e MaTe, 24 anni, frivola e romantica, che ha aderito alla causa per amore.

Le tre sorelle-farfalle ogni anno ci ricorderanno che, come diceva Neruda, “potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.