Il maltempo è arrivato in tutta Italia e, con esso, arrivano anche i primi malanni. È per questo che dal 1 ottobre partirà la campagna di vaccinazione contro l’influenza.

Gli studiosi avvisano che quest’anno l’influenza arriverà prima: si prevede un picco verso novembre, che metterà a letto più di 5 milioni di italiani. E anche se i media sembrano essersi dimenticati di lui, il virus H1N1 è ancora in circolo.

Nessun allarmismo, perché il rimedio esiste e basterà vaccinarsi in tempo per scongiurare ogni rischio. I primi a vaccinarsi saranno le persone considerate ad alto rischio, il personale sanitario e gli addetti ai servizi.

Il vaccino quest’anno contiene 3 ceppi: il ceppo H1N1, il ceppo A H3N2, poco presente lo scorso anno, e il ceppo B. A seconda delle disposizioni regionali, il vaccino può essere acquistato in farmacia oppure essere disponibile negli studi dei medici di famiglia.

Tra le categorie che hanno diritto alla vaccinazione gratuita troviamo gli anziani che hanno più di 65 anni, chi soffre di malattie croniche, chi è in attesa di un trapianto o di un intervento chirurgico.

Per chi è allergico all’uovo, non c’è una vera e propria controindicazione, ma in questi casi meglio avvisare il medico vaccinatore perché prenda qualche precauzione.

Molta attenzione deve essere rivolta ai bambini, perché senza volerlo loro sono i primi responsabili della diffusione del virus. Se negli Stati Uniti e in altri paesi la vaccinazione è rivolta soprattutto a loro, in Italia la scelta spetta ai genitori e al pediatra, purché decidano senza false paure. Come ricorda Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive di Roma:

È dieci volte più facile sviluppare complicazioni neurologiche come la sindrome di Guillain Barrè facendo l’influenza, che non vaccinandosi.