Robin Hood“, il nuovo kolossal epico diretto da Ridley Scott con protagonista Russel Crowe, arriverà nelle sale il 12 maggio, in contemporanea con l’apertura del Festival di Cannes 2010.

La Universal Pictures, in occasione della presentazione del film, ci ha invitato a partecipare all’incontro “Robin Hood e Il Gladiatore: tra ricostruzione storica ed effetti visivi”, che ha avuto luogo alla Casa del Cinema di Roma.

Relatori dell’incontro sono stati Giuseppe Bianchi, campione italiano ed europeo di Tiro con l’arco ed esperto di Arco storico e, in qualità di esperti di effetti visivi, David Gallo e Giuseppe Squillaci, rispettivamente Executive producer e supervisor della VFX.

Il regista Scott in “Robin Hood”, come nel caso de “Il Gladiatore”, è stato molto attento alla ricostruzione storica della storia, non solo per quanto riguarda i paesaggi e i vestiti ma anche nell’arte del combattere. Così Russell Crowe per interpretare il suo “Robin Hood” si è dovuto sottoporre a un training ginnico molto rigido per trasformarsi in un abile arciere.

Infatti, l’arco medioevale è alto, pesante e di non facile gestione. Come ha spiegato il campione italiano Bianchi, questo tipo di arco raggiunge una potenza di 180 libbre e la freccia può arrivare a toccare una velocità di 250 km/h.

Per diventare un abile arciere, l’attore Crowe si è allenato per tre mesi in Australia a cacciare scalzo nella foresta. Così Crowe ha dichiarato a riguardo:

“Ciò che fa il tuo personaggio deve diventare parte della tua vita. Se devi tirare con l’arco, devi veramente diventare padrone del mezzo perché le circostanze in cui dovrai tirare non saranno mai perfette”.

Per quanto riguarda gli effetti visivi, la ricostruzione storica degli ambienti ripercorre le stesse tecniche, però più moderne, di quelle seguite nel “Gladiatore”.

Infatti, il regista Scott prepara dei bozzetti in cui descrive ciò che vuole nel dettaglio e i tecnici degli effetti speciali eseguono.

Alle battaglie epiche si affiancano i bellissimi villaggi, ricostruiti nel dettaglio. Uno dei luoghi più importanti è stato quello del Villaggio di Nottingham, il luogo in cui Robin si reca per riportare la spada di Sir Loxley a suo padre. Ricostruito nell’Hampton estate, nei pressi di Guildford, nel Surrey, il set che lo rappresenta è stato costruito in una tenuta privata con antiche querce, prati sconfinati e una topografia sensazionale. Curioso è il fatto che sia lo stesso posto dove Massimo Meridio ne “Il Gladiatore” tenne il suo mitico discorso.

Molti fattori accomunano le due pellicole del registe: migliaia di comparse e di macchine da presa, cast d’eccezione, ricostruzione storica attenta e imponente.

“Robin Hood”, come è stato nel caso de “Il Gladiatore”, è sicuramente destinato a diventare un film cult.