La Repubblica delle Donne ha pubblicato ieri un’inchiesta, secondo la quale negli ultimi 5 anni sempre più persone, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, si sono rivolte al sessuologo. Sembra quindi che i giovani non riescano più a vivere il sesso soltanto come un momento di gioia ma che anzi sia diventato un problema.

Una delle principali cause è l’ansia da prestazione che, contrariamente a quanto si è soliti pensare, non colpisce esclusivamente gli uomini. Infatti il sesso sembra essere diventato una specie di lavoro, dove ciascun partner sente di dover garantire sempre prestazioni degne di un film. Da qui deriva spesso un forte senso di inadeguatezza che spinge alcuni a rivolgersi a medici esperti e altri a scegliere la via più drastica della “coppia bianca“.

A rendere ulteriormente stressante la vita sessuale c’è anche l’aspetto pratico della gestione del tempo. Le coppie, intorno ai 30 anni, sono talmente impegnate da studio, carriera, sport, hobby etc. che sovente si trovano a non avere più tempo ed energie per il sesso.

Sembrerebbe quindi che con i ritmi di vita sempre più frenetici e i modelli proposti dai mass media sia sempre più difficile riuscire a vivere con spontaneità la vita di coppia e che il sesso si sia trasformato nell’ennesimo esame da superare e programmare. Non posso quindi fare a meno di chiedermi se tutto questo sia davvero così inevitabile, se non ci sia un modo per ritrovare una dimensione più naturale per salvaguardare almeno questo aspetto della nostra vita. A voi l’ardua sentenza…