Dal sessuologo tra i 20 e i 30 anni

La Repubblica delle Donne ha pubblicato ieri un’inchiesta, secondo la quale negli ultimi 5 anni sempre più persone, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, si sono rivolte al sessuologo. Sembra quindi che i giovani non riescano più a vivere il sesso soltanto come un momento di gioia ma che anzi sia diventato un problema.

Una delle principali cause è l’ansia da prestazione che, contrariamente a quanto si è soliti pensare, non colpisce esclusivamente gli uomini. Infatti il sesso sembra essere diventato una specie di lavoro, dove ciascun partner sente di dover garantire sempre prestazioni degne di un film. Da qui deriva spesso un forte senso di inadeguatezza che spinge alcuni a rivolgersi a medici esperti e altri a scegliere la via più drastica della “coppia bianca“.

A rendere ulteriormente stressante la vita sessuale c’è anche l’aspetto pratico della gestione del tempo. Le coppie, intorno ai 30 anni, sono talmente impegnate da studio, carriera, sport, hobby etc. che sovente si trovano a non avere più tempo ed energie per il sesso.

Sembrerebbe quindi che con i ritmi di vita sempre più frenetici e i modelli proposti dai mass media sia sempre più difficile riuscire a vivere con spontaneità la vita di coppia e che il sesso si sia trasformato nell’ennesimo esame da superare e programmare. Non posso quindi fare a meno di chiedermi se tutto questo sia davvero così inevitabile, se non ci sia un modo per ritrovare una dimensione più naturale per salvaguardare almeno questo aspetto della nostra vita. A voi l’ardua sentenza…

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Tag: coppia, sesso
  • Pimpa

    che generazione sfortunata che siamo!

  • Luca

    Che Amarezza…

  • marghe

    certo che l’incertezza qutidiana non contribuisce a viverlo serenamente…

  • Delia Peccetti

    Confesso che anche il mio primo pensiero è stato “che tristezza!!!come siamo arrivati a questo punto?” però quello che emerge, e che dice anche marghe, non è del tutto irrealistico..siamo sottoposti a stress quotidiani e soprattutto ci facciamo influenzare da modelli irrealistici che non possono far altro che procurarci un senso di inageduatezza. Più che generazione sfortunata direi generazione debole. Voi che ne pensate?

  • Emme

    una generazione che troppo spesso si fa influenzare da modelli che alla lunga sono artificiali o di plastica. ciò comporta che bisogna esser sempre all’altezza e, di conseguenza, nasce il patema “ce la farò? e se non ce la faccio? mmm, forse è meglio lasciar stare”

  • Giulia

    mah, secondo me la colpa è anche molto dei modelli televisivi…nei film vediamo solo parte di un rapporto sessuale, e guarda caso sono sempre superpassionali e tutto va per filo e per segno. Nella realtà sappiamo che non è così: non sempre c’è la musica giusta come sottofondo, o il letto enorme e le lenzuola di seta con colori soft…qualche volta squilla il cellulare…insomma, voglio dire, se uno si aspetta che la realtà sia tipo basic instinct è chiaro che gli viene l’ansia! Il segreto sta nel vivere le cose con semplicità.

  • Delia Peccetti

    Il punto è proprio questo cara giulia, siamo ancora capaci di vivere le cose con semplicità, un pò come vengono oppure se non viviamo una realtà da film, se non siamo all’altezza di certi modelli, non ci sentiamo realizzati?
    Personalmente ritengo che la mia generazione abbia assorbito certe idee, più di quanto non si voglia ammettere. Sembra che l’apparenza conti più della sostanza, persino quando si tratta di rapporti.

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