La seconda rata dell’acconto Imu è solo una premessa agli aumenti che i contribuenti italiani dovranno affrontare nei prossimi mesi, comprese naturalmente le scadenze fiscali.

La seconda rata Imu riguarda solo l’abitazione principale e le relative pertinenze. Per agevolare le famiglie, il decreto fiscale ha previsto, infatti, la possibilità di spalmare in due tranche il pagamento dell’acconto. Ma la vera stangata si avrà per il saldo di dicembre. I Comuni avranno tempo fino al 31 ottobre per decidere le aliquote da applicare.

Sappiamo che l’aliquota media sull’abitazione principale si attesta allo 0,44%, ma per le seconde case, gli appartamenti in affitto e gl’immobili d’impresa si pagherà un conto più salato. Tra ritocchi al prelievo e conguaglio, i proprietari di case dovranno pagare il doppio o il triplo di quanto versato con l’acconto. Il peso dei rincari per le addizionali Irpef comunali e regionali si farà sentire nelle prossime buste paga, ma anche nell’aumento tariffario per bollette di elettricità, gas, rifiuti, acqua e…benzina.

Oltre ai rincari, le famiglie e le imprese dovranno affrontare altri adempimenti per le dichiarazioni: in particolare, imprese e autonomi dovranno presentare le dichiarazioni dei redditi 2011 entro lunedì 1° ottobre. Unico, Irap e Iva esigeranno attenti controlli per evitare errori nella compilazione e nell’invio. E per quanto riguarda l’Imu, entro il 1° ottobre milioni di contribuenti dovranno presentare la dichiarazione, anche in ipotesi di una proroga nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda l’Imu, in caso di errori od omissioni nel versamento, il ravvedimento lungo può avvenire fino al termine di presentazione della dichiarazione Imu. Il dipartimento delle Finanze, infatti, nella bozza di istruzioni alla dichiarazione Imu, precisa che il ravvedimento lungo dell’omesso versamento Imu va effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione Imu, non più entro un anno dall’infrazione. Un termine che, però, è più corto di quello stabilito nel caso in cui non sia prevista l’Imu come una dichiarazione periodica, ovvero un anno dall’omissione o dall’errore.