Il delitto di Yara Gambirasio diventa di giorno in giorno più intricato, con nuovi dettagli che sembrano allontanare la risoluzione del caso. Oggi un altro tassello si aggiunge a questa storia di triste violenza: un uomo ha infatti rinvenuto un coltello nella zona di Bonate Sopra, paese non distante da Brembate Sopra e da Chignolo d’Isola, luogo del ritrovamento del cadavere della giovane atleta.

È un passante ad aver notato questo insolito coltello da cucina abbandonato di fianco a una cabina dell’energia elettrica: l’uomo ha subito allertato i carabinieri, i quali hanno consegnato l’oggetto agli inquirenti. Arrugginito e con il manico bruciato, difficilmente però potrà essere riconosciuto come l’arma del delitto: si è infatti parlato nei giorni scorsi di un punteruolo o di un cacciavite, l’utilizzo di un coltello sarebbe quindi fuori questione.

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Nel frattempo, ad alimentare le polemiche non basta l’opinione pubblica che, forse con legittimo sospetto, insistentemente chiede chiarimenti sulla bontà delle ricerche. Daniela Santanché, infatti, non si è fatta sfuggire l’occasione di paragonare la triste vicenda di Yara con lo scandalo sessuale del bunga bunga, approfittando così di un attacco alla magistratura:

“Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi. Se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva. […] Tutti chiedono le dimissioni di tutti. A Berlusconi per il Rubygate, a Bondi perché è crollato un muro marcio a Pompei, a Rosi Mauro per la gestione dell’aula del Senato. Perché non si possono chiedere le dimissioni dei magistrati e dei procuratori? Li ha toccati la mano di Dio? […] Oggi per gli errori dei magistrati paga lo Stato, boicottano la legge per paura che il Premier se ne avvantaggi.

Si tratta di dichiarazioni sicuramente scioccanti, potenzialmente in grado di sollevare fitte polemiche sia a livello politico che sociale. La strumentalizzazione di Daniela Santanché che, di fatto, ha portato sullo stesso livello due casi diametralmente opposti come quello del bunga bunga di Arcore e l’omicidio di Yara, non può passare inosservata. Proprio per questo, non è mancata la dura reazione del PD, così come sottolineato da Donatella Ferranti, capogruppo democratico nella commissione giustizia della Camera:

“Sono dichiarazioni gravissime sia moralmente che dal punto di vista istituzionale, perché sono una chiara istigazione all’odio che strumentalizza i sentimenti di commozione su un caso che dovrebbe restare al di fuori dalla competizione politica. Le parole della Santanché sono vergognose e senza giustificazioni e il governo dovrebbe prenderne le distanze”.

Nel frattempo, la Procura di Bergamo ha diramato un comunicato contro le accuse della Santanché:

“L’onorevole Santanché, di fronte a questo tragico evento, ha perso una buona occasione per restare in silenzio, come ha fatto questo ufficio dal 26 novembre 2010″.