Indignati e occupanti dell’ex cinema Palazzo sullo stesso piano? Parrebbe proprio di sì, almeno per il portavoce del PDL Daniele Capezzone, che tempo addietro di schierò contro l’occupazione del cinema nel quartiere San Lorenzo di Roma, sostenuto dalla comica Sabina Guzzanti. Allora si sfiorò quasi la rissa, ma adesso Capezzone torna a rincarare.

La ragione sarebbe nelle azioni dei black bloc della manifestazione capitolina di sabato scorso: Capezzone, paragonando due illegalità ben diverse, mette sullo stesso piano le cose.

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In altre parole, per lui, coloro che non hanno manifestato, al contrario degli altri pacificamente, distruggendo proprietà private, sono da condannare alla stregua di coloro che invece occupano da tempo l’ex cinema Palazzo affinché non diventi una sala giochi.

Vero è pure che l’illegalità e l’illegalità, sebbene la causa e il modo di manifestare fanno decisamente la differenza. All’epoca la Guzzanti parlò appunto di distruzione di uno stabile nello storico quartiere di San Lorenzo, che rischiava di diventare una sorta di casinò, con tutte le implicazioni etiche verso il gioco che ne conseguivano. Queste le parole di Capezzone:

«Ormai ben più di tre mesi fa, in una conferenza stampa che si risolse in duro scontro con la soave e poetica signora Sabina Guzzanti, a cui chiesi, purtroppo senza ottenere risposta, quale fosse il suo concetto di legalità, segnalammo il caso dell’ex Cinema Palazzo a Roma, oggetto di una occupazione illegale e abusiva da parte di rappresentanti di movimenti e centri sociali. Ora apprendiamo che quel luogo è stato e continua a essere sede di dibattito e riflessione per molti dei cosiddetti indignati. Lungi da me l’idea di collegare l’occupazione del cinema alle violenze di sabato. Resta una domanda: è una buona idea che l’occupazione illegale prosegua?»

Fonte: Giornalettismo.