Daria Bignardi fa apologia del matrimonio gay in uno dei suoi soliti corsivi su Vanity Fair. La Bignardi, giornalista TV molto apprezzata per le sue posizioni, compie una precisa disamina, analizzando come i tempi siano pronti ad aprirsi a questa tematica anche in Italia. Quello che sta accadendo negli Stati Uniti è molto importante, tuttavia ci sono degli ostacoli, tra cui il ruolo della Chiesa, ma soprattutto l’incapacità della sinistra a vedere cosa accade oltre l’Europa. La Bignardi ha scritto:

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“Sinistra italiana batti un colpo. Fai quello che non hai fatto fino a ora, e che ti è costata la palude dove ti sei ficcata. Svegliati, ora che è cambiato il vento. Tira fuori il coraggio, prima che sia troppo tardi, e inizia da qui, da una campagna per i diritti. Hai presente New York? Il posto più democratico e liberare e moderno del mondo? Non ho detto la Svezia o l’Olanda, ho detto New York. E in quasi tutta Europa sono previste le unioni civili tra omosessuali. Insomma: il mondo si sta pian piano (ma neanche tanto piano) dividendo tra Paesi democratici e Paesi arretrati. E tu da che parte vuoi che stia l’Italia? Te la senti di rischiare per un’idea e di combattere per i diritti civili, finalmente? Se non lo fai tu, chi lo deve fare? Basta nascondersi dietro a un vigliacco “In Italia non siamo ancora pronti”. Anche Milano non sembrava pronta. Sembrava che la destra dovesse vincere per sempre, poi arriva uno per bene che si rimbocca le maniche, ci crede e – oplà- la destra perde. La vogliamo alzare l’asticella dei progetti, dei sogni, del rinnovamento, della democrazia e dei diritti civili o vuoi continuare ad avere paura per sempre?”

Una presa di posizione decisa quella della Bignardi, decisa e anche apprezzata, perché probabilmente erano in molti ad attendere una presa di coscienza da parte di un membro così eminente dell’opinione pubblica. Che anche quando parla degli ostacoli posti dalla Chiesa, cerca di far comprendere come anche Gesù Cristo si sarebbe schierato a favore delle libertà omosessuali, per una questione di rispetto nei confronti dell’amore.

Per la Bignardi, si tratta infatti di un problema di libertà: per quale ragione agli eterosessuali sono concessi i matrimoni civili e non agli omosessuali? La logica della Bignardi è quella del “tutti o nessuno” ed è inappuntabile: il {#matrimonio} civile, in fondo, è una sorta di contratto e perché ad alcuni non è possibile stipularlo?