A diciotto anni dalla prematura scomparsa dell’attore River Phoenix, il regista George Sluizer ha deciso di completare il film “Dark Blood”, che l’attore stava girando nel periodo in cui perse la vita.

Il regista ha dichiarato di voler riutilizzare il materiale girato nel 1993 integrandolo con riprese nuove, e ha chiesto la partecipazione del fratello di River, Joaquin Phoenix, anche lui attore in film di successo come “Il gladiatore” e “Quando l’amore brucia l’anima”: Joaquin reciterà la voce fuori campo del protagonista, non prevista nella versione originale del film ma divenuta necessaria in vista del completamento.

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Nel film, River Phoenix interpreta un giovane vedovo che vive in solitudine presso un sito di test nucleari, costruendo bambole dai poteri magici e attendendo la fine del mondo.

River Phoenix inizia la sua promettente carriera nel 1982, giovanissimo, con una partecipazione alla serie televisiva americana “Sette spose per sette fratelli”; lavora poi con Joe Dante nel film “Explorers” (1985) e in “Mosquito Coast” (1986) di Peter Weir. La consacrazione come interprete di film adolescenziali giunge però con “Stand by Me – Ricordo di un’estate” (1986), di Rob Reiner, tratto da un racconto di Stephen King: commovente storia di amicizia e crescita in cui River, sedicenne, interpreta Chris, un ragazzo dal background familiare disastrato e ingiustamente schivato dalla comunità, in realtà generosa figura di riferimento per il gruppo di amici.

Phoenix appare poi in film più o meno famosi, tra i quali “Indiana Jones e l’ultima crociata” (1989) di Steven Spielberg e “Ti amerò… fino ad ammazzarti” (1990) di Laurence Kasdan. La sua interpretazione più famosa, e forse più riuscita, arriva però nel 1991, quando veste i panni del gigolò omosessuale e narcolettico Mike, nel toccante “Belli e dannati” di Gus Van Sant, a fianco di Keanu Reeves.

River Phoenix muore la notte tra il 30 e il 31 ottobre del 1993, a soli 23 anni, per un’overdose di speedball (cocktail di eroina e cocaina), sul marciapiede del Viper Room, locale all’epoca di proprietà di Johnny Depp, dove si trovava assieme al fratello Joaquin e agli amici Flea e John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers. Il completamento del suo ultimo film acquista così anche il senso di doveroso omaggio ad un attore il cui talento, come spesso succede a Hollywood, viene frequentemente offuscato dalla cronaca di una tragica, improvvisa morte.

Fonte: Ansa