Sono i suoi profili sui social network ad annunciare la morte di David Bowie a causa del cancro, contro cui ha lottato per 18 mesi, morte aspettata e inaspettata al tempo stesso: si vociferava di una sua malattia, ma l’immaginario che aveva consegnato ai fan nel corso della sua lunga carriera nel mondo della musica aveva illuso tutti, fatto credere che il suo trasformismo lo avrebbe salvato anche stavolta, che avrebbe gabbato la Nera Signora, che prima della fine un’astronave sarebbe passata per la Terra prendendolo e portandolo in un luogo immortale tra la vita e la morte, tra il passato, il presente e il futuro.

Galleria di immagini: David Bowie: i look del Duca Bianco

E se – forse – stavolta gli alieni non c’entrano, David Bowie può davvero essere considerato, a partire da oggi, immortale. Ecco, in una lista affettuosa e riduttiva, 10 cose per cui sarà impossibile dimenticarlo per molto, molto tempo ancora.

  1. Il glam rock. Il glam rock, scintillante genere nato in Gran Bretagna negli anni Settanta e che a colpi di lustrini, tutine, piume e cappelli a cilindro fa dimenticare la polverosa scena hippie in favore di uno stile sessualmente ambiguo, ammiccante e brillante, non sarebbe neppure esistito senza l’arrivo sulle scene di Bowie.
  2. Il look. Dalle tutine attillate e glitterate agli abiti “architettura” realizzati dallo stilista Kansai Yamamoto, passando per il trucco esagerato dei primi anni e i capelli rosso fuoco, fino allo stile più semplice dell’ultimo periodo, il look di Bowie è indimenticabile.
  3. Gli alter ego. Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler, Aladdin Sane e The Thin White Duke (il Duca Bianco): David Bowie riversa come mai nessuno prima e dopo di lui il suo amore per la recitazione e la teatralità nei suoi diversi alter ego musicali.
  4. Le collaborazioni. Pochi artisti hanno amato le collaborazioni con i colleghi e dato tutto il loro talento senza riserve in progetti altrui come Bowie. Fondamentali gli incontri con Lou Reed, Iggy Pop e Brian Eno, da cui sono nate amicizie indissolubili e confronti che hanno segnato la storia della musica. Impossibile non citare la creazione di Under pressure, con e per i Queen.
  5. Gli scandali. Una personalità come quella di David Bowie non poteva che lasciare scaldali lungo il suo cammino. Per esempio nel 1972, con un tempismo perfetto che lo fa eleggere icona del movimento gay britannico, dichiara “Sono gay, lo sono sempre stato, anche quando ero David Jones”, ed è subito scandalo.
  6. Il cinema. Il legame con il cinema contraddistingue in particolar modo la pop star. E non si tratta solo della pratica del cameo (come in Christiane F.: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino o in Zoolander ), ma di vere e proprie performance attoriali in film divenuti cult come in Furyo o Labyrinth.
  7. La sperimentazione. Il Duca Bianco non si è mai adagiato cullandosi nel successo, non ha mai fatto vivere un alter ego più del dovuto, ha sperimentato, è cambiato, ha abbandonato le scene musicali ed è tornato a sorpresa. Lascia, infatti, anche un testamento musicale, l’album Blackstar, uscito nel suo 69esimo compleanno, l’8 gennaio, due giorni prima della morte.
  8. La famiglia. Non sono una coppia che si dimentica facilmente, quella formata dall’affascinante Bowie e dalla bellissima modella somala Imam. Da favola il loro matrimonio a Firenze nel 1992, che ha ospitato, tra gli altri, il leader degli U2 Bono e Yoko Ono.
  9. L’ispirazione. Le canzoni più celebri di Bowie formano una costellazione a parte con le loro tracce lasciate in film, telefilm e brani di altri autori: amatissimo e citatissimo dunque. Un omaggio su tutti, la canzone Life on Mars? viene cantata nel primo episodio della quarta stagione di American Horror Story da Jessica Lange nei panni di Elsa Mars.
  10. Le stelle. Il rapporto di Bowie con le stelle, con lo spazio, con la vita nell’Universo ha fatto e farà sognare milioni di persone. Ora c’è davvero un uomo delle stelle che aspetta in cielo.