Nell’anno dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia i David di Donatello, gli oscar del cinema made in Italy, hanno consacrato come vincitore assoluto “Noi credevamo” di Mario Martone; apprezzata pellicola, in concorso al festival di Venezia 2010, che narra la storia del risorgimento italiano.

L’opera del regista napoletano ha conquistato ben 7 premi, su 13 candidature, compresi quelli per la miglior sceneggiatura, miglior direttore della fotografia, miglior trucco, miglior costumista, miglior scenografo e miglior acconciatore.

Galleria di immagini: David di Donatello 2011

La nostra vita” di Daniele Lucchetti, invece, dopo il successo ottenuto a Cannes lo scorso anno, sì è aggiudicato le statuette per la miglior regia, miglior attore Elio Germano, già palma d’oro, e per il miglior fonico di presa diretta. Spazio inoltre per la sorpresa di pubblico e critica “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo (il più emozionato della serata) con i premi per il miglior regista esordiente, miglior musicista e miglior canzone, “Mentre dormi” di Max Gazze. Anche la rivelazione “20 sigarette“, vincitore nella sezione controcampo italiano a Venezia 67, dell’esordiente Aureliano Amadei, si è portato a casa numerosi riconoscimenti tra cui il David Scuola e i premi per il miglior produttore, migliori effetti speciali e miglior montaggio.

Le commedie “blockbuster” di questa stagione cinematografica conquistano poi le candidature rimanenti con le performance delle migliori attrici Paola Cortellesi e Valentina Lodovini, rispettivamente con “Nessuno mi può giudicare” e “Benvenuti al sud“. Infine, il veterano dei David di Donatello, Giuseppe Battiston, grande caratterista del nostro cinema, ha conquistato l’ennesimo premio per il suo ruolo in “La Passione” di Carlo Mazzacurati.

Per quanto riguarda il panorama internazionale, invece, “Il discorso del re” del regista inglese Tom Hooper, premio Oscar 2011, ha vinto nella sezione miglior film della comunità europea, mentre Clint Eastwood si è aggiudicato il premio per il miglior film straniero con “Hareafter“.

Lecita una piccola critica, sicuramente condivisa dagli amanti delle kermesse internazionali, riguardante la conduzione della serata. Avete presente la classe e il rispetto con qui vengono presentate le cerimonie internazionali? Academy Awards, Cesar, Goya… Dimenticate l’eleganza cerimoniale; l’oscar del cinema italiano è di fatto un’altra storia: Tulio Solenghi ha incarnato, anche quest’anno, l’emblema della manifestazione “made in italy”, più vicino al modus operandi della troupe de “Gli occhi del cuore” che a una serata di premiazione. Una cerimonia segnata dai soliti sproloqui gratuiti con gli ospiti (esemplare lo scambio di battute tra l’attore e Caterina Murino) e da fastidiosissime intrusioni del conduttore durante i momenti di gloria dei vincitori (i classici 30 secondi per il discorso d’accettazione – da ascoltare con religioso silenzio – dove sono finiti?) che non hanno fatto altro che ribadire quanto l’Italia abbia ancora da imparare in fatto di premiazioni televisive. La seconda parte della diretta è stata poi dominata dalla fretta generale di chiudere velocemente la serata, spesso non lasciando parlare le personalità o esclamando, “Veloce hai solo 10 secondi!”; una situazione che si poteva benissimo evitare dando meno spazio ai siparietti del conduttore e più risalto, come è giusto, ai vincitori.

Per fortuna ci hanno pensato Claudio Bonivento e Ettore Scola, vincitori dei David speciali 2011, a ricordare al pubblico che “la classe non è acqua”.