La maggioranza trema al Senato sul Ddl anti-corruzione. Il Governo va sotto due volte durante le votazioni e, a essere bocciato, è anche l’emendamento che prevedeva di porre il Premier a capo di una comitato di coordinamento anti-corruzione. Leghisti unici contrari all’emendamento sul giuramento delle cariche pubbliche sulla Costituzione Italiana.

Subito accesi i toni con il leader PD Pierluigi Bersani, che chiede a gran voce le dimissioni di Silvio Berlusconi vedendo una maggioranza “senza più prospettive”. Anche l’Italia dei Valori con Felice Belisario chiede che venga posta fine a un governo che non ha più le forze per andare avanti. Dal versante leghista parlano invece di centro-sinistra irresponsabile, contrario agli interessi del paese.

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Questa la cronaca delle vicende parlamentari di oggi. Durante le votazioni dell’emendamento Malan, riguardante l’istituzione di un comitato di coordinamento anti-corruzione guidato dal Presidente del Consiglio, il Governo va sotto una prima volta con 133 voti contrari, 129 favorevoli e 5 astenuti. Dopo una sospensione decisa dal presidente di turno, Domenico Nania, alla ripresa dei lavori maggioranza nuovamente sotto con un successivo emendamento.

Il commento di Bersani è chiaro:

“Il governo tragga le conseguenze, la maggioranza è senza più prospettive, ritiri il provvedimento”.

Stessa linea da parte del capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario:

“Il governo è stato battuto perché ormai è sotto la tenda a ossigeno e la maggioranza gli sta togliendo quella poca aria che gli è rimasta. La caduta dell’articolo 1 del ddl governativo anticorruzione certifica che siamo ai titoli di coda della legislatura”.

La Lega Nord dal canto suo si dimostra aspramente critica nei confronti del centro-sinistra, reo a detta del presidente della Lega Nord a Palazzo Madama, Federico Bricolo:

”di essere irresponsabile e pur di votare contro il governo ha bocciato il piano nazionale anticorruzione e tutte le norme di organizzazione della struttura che si sarebbe occupata del coordinamento e delle iniziative di prevenzione dei fenomeni corruttivi nella pubblica amministrazione”.

La stessa Lega Nord si è resa tuttavia protagonista di un piccolo incidente diplomatico nella maggioranza. È stato l’unico partito ad aver quest’oggi votato contro l’emendamento che prevede per coloro che occupano cariche pubbliche, o assumano pubblici impieghi, di giurare fedeltà alla Costituzione Italiana, passato con il voto bipartizan di Pdl e opposizione.