Ultimamente pare sia molto in voga passare dallo star system alla politica. Principalmente bypassando anni di militanza e gavetta che, di solito, le giovani leve devono affrontare per costruire e rafforzare un bagaglio culturale. Qualsiasi sia lo schieramento politico. Eppure negli ultimi 20 anni è stato spalancato il portone che conduce alla politica passando per la TV. Tra le nuove adepte una Debora Caprioglio che si butta in politica; attrice di discreta fama assurta al ruolo di diva grazie alle forme mostrate anni fa in un film di Tinto Brass: Paprika. Ruolo che ha messo in secondo piano anni e anni di buon teatro e cinema.

Eppure, come dice lei, è bastata un’amicizia tra suo marito e Francesco Pionati, leader dell’Alleanza di Centro per le Libertà (orientato a confluire nel PdL), per diventare Responsabile nazionale cultura e spettacolo. Il primo compito Debora l’ha svolto proprio oggi, vestendo i panni della madrina della seconda assemblea nazionale dell’Adc, che si è tenuta all’Hotel Melià a Roma.

Lei però ci tiene a precisare:

È un’esperienza nuova. Sia chiaro: io resto un’attrice, ma mi fa piacere dare il mio contributo e appoggio a un’iniziativa che sta nascendo e nella quale, visti i valori che intende portare avanti, io credo.

In questa selva di attrici, cantanti, veline, presentatrici, igieniste dentali e cubiste strappate ai loro ruoli, la meritocrazia, nonché il valore di un ruolo guadagnato sul campo con il sudore e in trincea politica con tanta fatica e studio, sembra quasi un miraggio. Sdoganato ormai il concetto che l’immagine è meglio della sostanza, le varie Emma Bonino e company sembrano dei miraggi in un deserto di contenuti.