Da più parti si levano voci di contrasto al Quinto Conto Energia. I motivi sono vari. In primo luogo si segnala che non è stato tenuto presente il fattore basilare dei notevoli riflessi positivi delle rinnovabili sull’intera economia nazionale: l’installazione del fotovoltaico sui tetti non contribuisce solo al risparmio energetico, ma anche e soprattutto alla rimozione dell’amianto, quindi alla loro bonifica da un materiale che mette a rischio la salute dell’uomo e dell’ambiente.

In effetti, gli incentivi alle rinnovabili hanno consentito di bonificare, negli ultimi anni, ben 12 milioni di metri quadrati circa di tetti, che erano ricoperti di amianto e che ora invece ospitano 1100 megawatt di energia elettrica pulita. È risaputo che lo smaltimento corretto dell’amianto comporta dei costi abbastanza elevati e, dunque, l’incentivazione all’installazione degli impianti fotovoltaici si è rivelato un sistema ottimale per bonificare gli edifici con coperture di amianto.

Perché il problema amianto, a 20 anni dalla messa al bando, non è stato ancora risolto, mentre aumentano i malati di mesotelioma pleurico. E conservare l’incentivo per il fotovoltaico al posto dell’eternit sui tetti è un’emergenza da non sottovalutare. Nel ventennale del bando sull’amianto in Italia, Legambiente denuncia per l’ennesima volta il grave ritardo con cui si procede alla bonifica degli edifici contaminati per garantire un territorio salubre ai cittadini.

Secondo Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, ”sulla questione amianto da parte dello Stato come delle Regioni permane un preoccupante immobilismo. E addirittura rischiano di essere cancellati anche provvedimenti positivi nella lotta all’amianto come l’extra-incentivo di 5 centesimi a kwh, previsto dal quarto conto energia, per chi sostituisce le coperture in eternit con pannelli fotovoltaici”.

In realtà questo provvedimento ha consentito di realizzare ottimi risultati. Ma nonostante questo successo, il futuro del sistema incentivante non rientra nei programmi delle politiche energetiche italiane, con la probabilità poi che anche l’extra-incentivo venga eliminato. Con il taglio alle rinnovabili verrebbe meno l’unica forma di contributo nazionale che consenta di sostenere i costi delle bonifiche dei tetti. E l’eliminazione dell’amianto diventerebbe più difficile e costosa. Ne risentirà la salute dei cittadini e sarà un grosso problema per gli operatori del settore delle energie rinnovabili, che peraltro hanno tutta l’intenzione di svincolarsi dal sostegno statale nel più breve tempo possibile.