Non è lo champagne e non è il Franciacorta, bensì una realtà meno conosciuta ma altrettanto importante del metodo classico: il TRENTODOC.

I relatori Paolo Benati e Maria Grazia Brugnara hanno tenuto una conferenza all’Unisg per illustrare agli studenti i temi che riguardano questo vino parlando delle caratteristiche morfologiche e pedoclimatiche, delle zone di produzione del Trentino, ma soprattutto dei vitigni, del metodo di produzione e delle caratteristiche propri del TRENTODOC.

La storia di questo prodotto inizia grazie alla lungimiranza di Giulio Ferrari, che durante i suoi viaggi-studio, ebbe la capacità di intuire una somiglianza tra il territorio francese e quello trentino. Una volta tornato in Italia mise in pratica quanto appreso, iniziando a produrre le prime bottiglie di metodo classico proprio nel centro storico di Trento.

Lo spumante trentino ricevette nel 1993 il riconoscimento della D.O.C. per le bollicine classiche. Prima del più famoso Franciacorta, secondo solo allo champagne.

Del 2007 è la creazione del marchio collettivo TRENTODOC, che raduna oggi 39 aziende spumantistiche e che si trova apposto su ogni bottiglia.

Su una superficie vitata trentina che conta un totale di 10.000 ettari, la percentuale di uva base spumante è dell’8% con una produzione totale annua di circa 9 milioni di bottiglie ( 5 milioni solo di Ferrari).

Non si può parlare di TRENTODOC senza raccontare il suo terroir, che come per tutti i veri vini, si rispecchia nel prodotto.Il Trentino è un territorio piccolo che si estende dal Garda alle Dolomiti, e quindi comprende una grande varietà climatica. Grazie alle sue altitudini, questo territorio è naturalmente vocato alla coltivazione di uve adatte al metodo classico: Chardonnay, Pinot nero, ma anche Pinot bianco e Pinot Menieur.

Galleria di immagini: Degustazione TRENTODOC

Alla conferenza didattica è seguita una ricca degustazione di TRENTODOC; Si è potuto assaggiare:

-Trentodoc Riserva 111 Pas Dosé 2006 Pedrotti

-Trentodoc 51,151 Brut Moser

-Trentodoc Opera Brut

-Trentodoc Tridentum Brut 2008 Cesarini Sforza

-Trentodoc Mach Riserva del Fondatore 2006 Edmund Mach di San Michele all’Adige

-Trentodoc Rotari Flavio Riserva 2004 Rotari

Il vino era servito fresco, tra gli 8° e i 12° C come di dovere.

All’assaggio è subito trapelata la caratteristica principale del TRENTODOC che corrisponde al suo perlage! Le bollicine,che devono essere fini e persistenti per esprimere qualità.

All’esame olfattivo si sentono fragranze fruttate e floreali, oltre a numerose successive note come albicocca, nocciole tostate, pane appena sfornato, mela golden…

Il gusto si rivela secco e rotondo.

Il prodotto si è svelato dalla forte sapidità, freschezza e dai profumi inconfondibili che lo identificano come unico spumante di montagna.