Ieri a Roma Pedro Almodovar e Penélope Cruz sono stati accolti nei pressi della fontana di Trevi da un vero e proprio bagno di folla.

I due rispettivamente regista e attrice sono alla loro quarta collaborazione insieme, ed erano lì per presentare il loro ultimo lavoro, “Gli abbracci spezzati“, che sarà disponibile nelle sale dal prossimo 13 novembre in 13.000 copie distribuite su tutto il territorio.

Da sempre il coloratissimo cinema di Almodovar segue il mondo femminile, il regista spagnolo tempo fa dichiarò che nella maggior parte dei casi l’ispirazione per i suoi personaggi femminili nasceva da un misto fra la madre, le sue vicine di casa, mescolate alla Audrey Hepburne di “Colazione da Tiffany”, o alla Giulietta Masina di “La strada”; mentre della collaborazione con Penelope Cruz dice:

Penso di essere un regista migliore quando lavoro con Penélope, grazie a lei. E Penélope è probabilmente un’attrice più brava grazie a me. È un’attrice viscerale con un forte senso dell’umorismo, una grande forza interiore insieme con una vulnerabilità infantile che la rende speciale. Io e Penélope siamo una coppia felice, la nostra relazione si basa su due cose: la verità e la mancanza di sesso. Sono una persona sincera e a Pelélope dico sempre la verità perché lei ha una tendenza paranoica e mi chiede ossessivamente di dirle la verità, grazie a me la sua paranoia non si è trasformata in una patologia psicotica

Il film è un noir che si fonde con la commedia e racconta di un amore intenso e folle che provano due uomini per la stessa donna, il primo è un cineasta non vedente Mateo (Lluìs Homar), il secondo è suo marito Ernesto (José Luis Gomez), l’oggetto del desiderio è una ex prostituta di nome Lena (Penélope Cruz) appassionata di recitazione che costringerà il marito un magnate ricchissimo a tramutarla in attrice.

La narrazione è ricca di rimandi al passato con immagini che si sovrappongono ad immagini del presente; innumerevoli sono gli omaggi presenti all’interno della pellicola a molti film del passato.