Ieri mi è capitato di vedere una di quelle immagini che tanto fanno divertire gli utenti di Facebook e che spesso minacciano di diventare dei tormentoni (come quello delle cosce-wurstel in spiaggia quest’estate).

Ebbene, quella di cui vorrei parlare oggi riguarda nuovamente le gambe delle donne, ma stavolta in inverno. Probabilmente parodia della versione estiva, quella quasi natalizia ritrae due zampe di coniglio albino (o similia), tanto pelose quanto morbide.

La didascalia recita ironicamente “Le gambe delle ragazze in inverno“. Confesso di aver riso anche io. Ma stamattina, mentre mi preparavo per uscire, ci ho riflettuto. No, non voglio fare polemica. Lungi da me, ho i miei buoni propositi, anche se me ne ricordo solo ogni tanto.

E’ vero: in inverno le gambe, le braccia, le cosce, addirittura le ascelle delle donne possono trasformarsi in un covo inaspettato (ma nemmeno troppo) di peluches. Dico possono perchè in realtà la maggior parte di noi continua a soffrire come in estate, per la caccia all’ultimo pelo armate di ceretta, lametta o Beretta. Forse però con meno frequenza e dunque tra una tortura e l’altra, i peluches  incombono.

Altre invece se ne fregano altamente (davvero?mi piace pensarla così…): le zampe di coniglio trionfano, gli uomini ironizzano, schifano, apprezzano a seconda dei casi, ma soltanto una cosa è certa. Quelle che così fan vivono sicuramente meglio. Niente pensieri, niente dolori, niente appuntamenti da prendere, niente tempo sprecato appresso ai bulbi, niente di niente. Tutt’al più un vago disprezzo dal genere maschile, che poi in quei momenti lì nemmeno si palesa.

Io me lo sono sempre chiesta: chi ha inventato la depilazione, epilazione, rasatura, luce pulsata, o qualsivoglia altra diavoleria con la scusa di renderci “più belle”? Agli occhi di chi? Perchè ad esempio i primati ci troverebbero spaventose.

Mi piacerebbe tanto avere il coraggio di lasciar prosperare le zampe di coniglio o le ascelle a tarzanelli, come quelle della giornalista inglese che l’anno scorso girava tutte le trasmissioni televisive per mostrare le sue liane con fierezza, e anche per protesta.

Vorrei avere il coraggio di considerarmi bella lo stesso, anche in felice convivenza con loro, i famigerati peli, tutti i giorni dell’anno. Ma, ahimè, proprio non ci riesco. E vi assicuro, non vivo bene, nella costante paura di aver scordato qualche bulbo pilifero.

Dunque devo rassegnarmi, come (quasi?!?) tutte voi. A questo punto desidererei solo capire con chi potrei prendermela per sì tanto tormento. Son sicura, lo desiderereste anche voi, perchè alla fine dei conti, così fan tutte. Mozart ci aveva visto lungo.

photo credit: Franie Frou Frou via photopin cc