Despereate Housewives, il bello di essere disperate. DireDonna vi invita a entare nelle case di Wisteria Lane, dove a colazione servono guilty pleasure e i panni sporchi si lavano in pubblico. Scopriamo insieme i segreti di un quartiere come tanti in compagnia di Susan, Lynette, Bree e Gabrielle, le casalinghe più famose del piccolo schermo.

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Le Desperate Housewives, alias Teri Hatcher, Felicity Hauffman, Eva Longoria e Marcia Cross, debuttano in TV il 3 ottobre 2004, a pochi mesi dalla fine delle avventure sentimentali di Carrie Bradshaw. Il serial viene infatti presentato come il post Sex & The City, ovvero un telefilm con quattro protagoniste non più alla ricerca dell’uomo giusto, ma alle prese con la vita matrimoniale. Grazie a un pilot brillante, ben scritto, diretto e interpretato, la serie di Marc Cherry ottiene fin da subito un forte interesse da parte di pubblico e critica e diventa lo show di punta abc.

A catturare l’attenzione del pubblico è la sapiente commistione di generi, dalla soap al genere investigativo; dal drama alla comedy, Desperate Housewives entra nelle case di ogni estrazione sociale per il suo ritratto dissacrante della borghesia americana e per la caratterizzazione accurata dei personaggi femminili in cui ogni telespettatore può ritrovare un po’ di sé. Lo stesso Marc Cherry ha ammesso di aver ritratto le protagoniste secondo personalità realmente conosciute, come il personaggio di Bree Van de Kamp, scritta a immagine della madre.

Per le strade di Wisteria Lane troviamo Susan, divorziata e pasticciona; Lynette, ex donna in carriere ora dedita ai figli; Bree, algida repubblicana con un muffin ai mirtilli sempre pronto in forno; Gabrielle, sexy ex indossatrice coinvolta in una relazione extraconiugale con il giardiniere 16enne, e Mary Alyce Young, casalinga suicida, protagonista del primo avvincente mistero di stagione e voce narrante della serie. Pur mantenendo le caratteristiche di base, inoltre, nel corso delle stagioni le quattro donne riusciranno a intraprendere un percorso personale che le porterà molto lantane dagli stereotipi iniziali.

Tra i co-protagonisti, Edie, l’acida mangiauomini del quartiere, interpretata da Nicolette Sheridan, costretta ad abbandonare il set nel 2009 dopo uno screzio con Marc Cherry finito in tribunale; Katherine, rivale di Bree in cucina e protagonista del quarto enigma di serie, Renee la ricca Newyorkese arrivata in città per colmare il vuoto di “crudeltà” lasciato dal personaggio di Edie; Karen McCluskey, l’anziana e burbera vicina, ma dal cuore d’oro. Non solo misteri e primedonne, ad animare i pettegolezzi di Wisteria Lane ci sono anche mariti e figli, sempre pronti a sconvolgere le vite delle protagoniste.

Le stagioni passano, otto trasmesse tra il 2004 e il 2012, e i misteri si susseguono, spesso con qualche déjà vu e una scrittura priva di quella brillantezza che aveva caratterizzato le storyline dei primi episodi, ma le Desperate Housewives non vanno mai fuori moda. Susan, Lynette, Bree e Gabrielle sono entrate di diritto nella storia del piccolo schermo non solo per averci mostrato che l’erba del vicino non è sempre più verde, ma, soprattutto, che con un po’ di ironia è possibile ironizzare su qualsiasi cosa. Grazie Desperate Housewives, essere disperate non è mai stato così peccaminoso.